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Ordini a raccolta sulla riforma

di Benedetta P. Pacelli 

Ordini oggi a raccolta al ministero della giustizia. A oltre un anno dagli stati generali delle professioni voluti dall'allora ministro della giustizia Angelino Alfano arriva, infatti, in tutta fretta, una nuova chiamata per i presidenti dei consigli nazionali. Finalizzata alla raccolta da parte del governo, attraverso il sottosegretario alla giustizia Maria Alberti Casellati (sarà lei a presiedere all'incontro di oggi), di nuove «indicazioni o richieste» in materia di riforma delle professioni.

Il punto da cui si riparte è l'articolo 3 della manovra finanziaria che, ricorda l'invito ministeriale, ha previsto «misure abroganti le indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni» e in particolare ha dettato «una serie di criteri cui dovrebbero uniformarsi le discipline dei diversi ordini professionali». Insomma dopo l'invito da parte della Banca centrale europea a liberalizzare i servizi professionali e il manifesto delle imprese di pochi giorni fa, dunque, il governo riparte dalla manovra estiva che prevede l'attuazione della riforma delle professioni liberali entro 12 mesi. Facendo salvi nello stesso tempo anche le iniziative precedenti. «Tutto il lavoro fatto fino ad ora non sarà vano», ha spiegato a ItaliaOggi il sottosegretario Casellati: «Abbiamo già diversi disegni di legge in piedi da quello delle riforma forense su cui vorremmo dare un'accelerata, al provvedimento che riguarda tutte le professioni. Da questi ripartiremo e nello stesso tempo ci confronteremo nuovamente con tutte le categorie professionali per rielaborare principi comuni che costituiranno l'ossatura di qualsiasi riforma». Si parlerà quindi di formazione continua e della previsione dell'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, di tirocinio professionale effettuato sulla base di criteri che garantiscano l'effettivo svolgimento dell'attività formativa e di compenso professionale. Tra i temi oggetto di riforma poi l' assicurazione professionale che il professionista è tenuto a stipulare per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività, fino alla pubblicità informativa al fine di garantire che le informazioni siano trasparenti, veritiere, corrette e non equivoche, ingannevoli, denigratorie.

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