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Ordini a doppia velocità sulle intese per le polizze

Professioni legali ed economiche ormai pronte, mentre a quelle tecniche resta ancora un po’ di strada da fare. È un cammino a due velocità quello degli ordini verso la scadenza del 13 agosto per mettersi in regola con le polizze assicurative sul rischio professionale. Se, infatti, alcune categorie, come i commercialisti e i notai, hanno già messo a punto il sistema che parte dalle convenzioni, per altre ci sarà ancora da attendere: è il caso di ingegneri e architetti, i cui Consigli nazionali lavoreranno almeno fino a settembre sulle polizze. Anche se entrambi possono per ora contare sulla convenzione di Inarcassa.
Nell’area legale, il Consiglio nazionale forense sta studiando la situazione e si sta muovendo per rispondere nel migliore dei modi alle esigenze degli avvocati, si sono già mosse la Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense e l’Oua (Organismo unitario dell’avvocatura). La prima ha rinnovato e aggiornato la convenzione con Generali, stipulata nel 2002, mentre l’Oua ha attivato un accordo con Cattolica assicurazioni.
In prima fila sono invece i notai, che vantano un’esperienza quindicennale. Il Notariato è stata, infatti, la prima categoria professionale a stipulare una polizza collettiva per tutti gli iscritti all’Ordine con un pool di assicurazioni (tra cui figurano i Lloyd’s di Londra): era il 1997. Poi dal 2006 l’assicurazione è obbligatoria ed è stato previsto un bando di gara europeo.
Allo stesso modo si sono mossi in anticipo i commercialisti che già da marzo 2010 hanno attivato una convenzione che consente a ciascun iscritto all’ordine di connettersi al sito del Consiglio nazionale e richiedere un preventivo. «Il premio minimo che prevede questo tipo di polizza – spiega Massimo Mellacina, membro del Consiglio nazionale – parte da 260 euro, corrispondente a un fatturato di assistenza alle imprese di 42mila euro con un massimale di 250mila euro e una franchigia di 250 euro per ogni sinistro».
Sono pronti alla scadenza del 13 agosto anche i consulenti del lavoro. Nonostante circa la metà dei 28mila iscritti avesse già provveduto per proprio conto, nelle scorse settimane il Consiglio nazionale ha stipulato con la società assicurativa Marsh una convenzione per una polizza che fornisca ai professionisti una copertura a 360 gradi, comprese le attività di tipo tributario e la certificazione dei contratti. La polizza offre un sistema progressivo a scaglioni, sia per i massimali di copertura sia per il premio da corrispondere. «La polizza è uno strumento essenziale per la nostra categoria – spiega Sergio Giorgini, segretario del Consiglio nazionale – e ora è obbligatoria per legge».
Un po’ più indietro le professioni tecniche che scontano tutte un ritardo nel sottoscrivere le convenzioni. Per adesso gli ingegneri non procederanno alla sottoscrizione di un accordo-quadro: «Abbiamo scartato l’idea di farlo – spiega Massimiliano Pittau, direttore del Centro studi del Consiglio nazionale –, abbiamo preferito predisporre delle linee guida che serviranno ad accompagnare gli iscritti nella propria scelta. Saranno presentate dopo l’estate». Il loro obiettivo sarà tutelare soprattutto i professionisti giovani.
C’è già, però, qualche alternativa. Inarcassa, la cassa di previdenza di ingegneri e architetti, offre infatti dal 2000 una polizza e dal primo aprile 2012 ha sottoscritto una nuova convenzione con Willis Italia. In questo caso assicurarsi per un massimale di 2,7 milioni costa circa 1.600 euro all’anno. Il mercato dei progettisti, comunque, vede una forte presenza delle polizze Lloyd’s.
Anche gli architetti si stanno guardando attorno. «Il Consiglio nazionale – spiega il tesoriere Pasquale Felicetti – sta inviando alle compagnie assicurative un documento che illustra quali sono le esigenze dei professionisti». L’idea è lavorare a un ventaglio di convenzioni da sottoporre agli ordini territoriali. Un processo che dovrebbe portare i suoi primi frutti a settembre.
Sempre a settembre metteranno i primi paletti i periti agrari. «Stiamo provando – spiega il presidente Lorenzo Benanti – a individuare una polizza tipo base che poi ci possa consentire declinazioni specifiche per i vari settori della nostra attività, dalle costruzioni all’assistenza amministrativa».

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