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Orcel in testa nella gara per Unicredit

Entra nel vivo la contesa per il successore di Jean Pierre Mustier, costretto dal cda a lasciare Unicredit entro aprile, ma che secondo le ultime indicazioni potrebbe uscire – firmando il bilancio 2020 – il 10 febbraio, nella riunione in agenda per approvare i conti.
Indiscrezioni convergenti degli ultimi giorni vedono importanti azionisti allinearsi sulla candidatura di Andrea Orcel, l’ex banchiere d’affari di Bank of America (Bofa) e poi di Ubs, che dunque partirebbe favorito mentre la procedura entra nella fase finale, che prevede la presentazione di una lista ristretta di nomi condivisi tra il comitato nomine interno al consiglio e i selezionatori esterni di Spencer Stuart. Gli inseguitori di Orcel nella gara per chi sarà il prossimo capo di Unicredit sarebbero l’ed capo in Italia di Deutsche Bank, Flavio Valeri, e l’ex ad della Cdp e oggi dg di Fincantieri, Fabio Gallia.
Orcel, sarebbe il preferito di un plotone di azionisti: diversi fondi esteri, capitanati dall’anglosassone Capital Research (5%), oltre che il “nucleo italiano”, che ruota attorno a Delfin e alle due Fondazioni Caritorino e Cariverona, titolari di un complessivo quasi 6%. Ma anche il fondo Algebris, che ha investito circa un miliardo di euro in bond ad alto rischio di conversione in capitale Unicredit, ritiene che il banchiere romano di formazione sia l’uomo giusto per il rilancio. Ha dalla sua un quarto di secolo trascorso nella City di Londra, che lo ha reso famoso e ricco (i parlamentari britanici lo hanno ribattezzato «il Ronaldo dei banchieri ») e dove ha preso parte attiva alle principali aggregazioni tra banche in Europa, prima con Merrill Lynch- Bofa, poi con Ubs. Tra i suoi mandati, anche quelli nella battaglia di Santander-Fortis-Rbs per aggiudicarsi Abn Amro a 71 miliardi (2007), che generò la vendita di Antonveneta al Montepaschi; o numerose acquisizioni dell’Unicredit di Alessandro Profumo, o altre operazioni al fianco delle Fondazioni azioniste di Unicredit, tanto che già in passato fu sul punto di succedere a Profumo, o al predecessore di Mustier, Federico Ghizzoni.
Un indizio che porta verso Orcel sarebbe anche la negoziazione avanzata in corso con il Santander, per chiudere un contenzioso che dura da due anni, quando dapprima la
presidenta Ana Patricia Botin spinse il banchiere con cui aveva ottimi rapporti verso il soglio di ad del gruppo spagnolo, poi il cda Santander ritirò l’offerta ritenendo «inaccettabili» le condizioni del trasferimento. Una cinquantina di milioni, si scrisse: ma sempre meno dei 112 milioni di danni chiesti da Orcel al Santander, certo non un buon viatico verso la guida di una banca concorrente.
A quanto si apprende, i fautori di Orcel sarebbero anche seri detrattori delle nozze Mps, banca che considerano poco attrattiva nonostante la dote pubblica da 5 miliardi. Chiederebbero invece, al nuovo capo, un rilancio della banca commerciale e del posizionamento strategico paneuropeo di Unicredit, anche con acquisizioni ma meglio se con multipli rafforzati: oggi Unicredit quota a un terzo del patrimonio netto. Nei prossimi giorni potrebbe riunirsi il comitato nomine Unicredit, per approvare la lista dei nomi ristretta da portare al vaglio del cda, cui spetta la decisione. Il 10 febbraio o anche prima, in casi di grande concordia.
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