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Orange alla conquista della Spagna lancia Opa da 3,4 miliardi su Jazztel

L’ondata di fusioni e acquisizioni del settore telefonico si infrange ancora una volta sulla Spagna. L’ex monopolista delle tlc francese Orange lancia un’offerta da 3,4 miliardi di euro sull’operatore di telefonia fissa Jazztel, un’acquisizione che permetterà all’ex France Télécom di consolidare la terza posizione sul mobile e di diventare il secondo operatore via cavo del paese, scavalcando Vodafone che a luglio aveva rilevato la rivale Ono. Per Orange la penisola iberica è il secondo mercato di sbocco e rappresenta oltre un decimo dei suoi ricavi. Ma se è vero che grazie alle nozze con Jazztel il gruppo francese creerà 1,3 miliardi di sinergie (il 35% del valore dell’acquisizione), è anche vero che pur di crescere è stata disposta a pagare un multiplo di 13 volte il margine lordo atteso quest’anno. L’operazione che l’ex France Télécom conta di finanziare anche grazie a un aumento di capitale, è stata già approvata da Leopoldo Fernández Pujals, che di Jazztel è il presidente e maggior azionista con il 14,4% del capitale.

L’economia spagnola sta dando segnali di ripresa e non a caso molte delle aziende legate al ciclo economico, tra cui media e telefonia in primis, sono tornate a fare acquisizioni. Se il multiplo pagato da Orange per Jazztel, da Vodafone per Ono (10 volte il mol 2014) o da Telefonica per la brasiliana Gvt (11 volte il margine atteso quest’anno) venisse eguagliato per Fastweb, la società che opera in Italia potrebbe valere anche 5 miliardi. Peccato che l’operatore fisso tricolore è tre anni che, per colpa della crisi, ha un margine lordo fermo a quota mezzo miliardo, mentre sia Jazztel che Gvt sono reduci da un triennio di crescita a due cifre, e promettono di continuare ad aumentare i ricavi anche in futuro.
E così mentre in Irlanda, Spagna, Francia, Austria, Olanda e Germania continua il processo di consolidamento nelle tlc, e sempre più operatori mobili vanno acquisendo un presidio nella banda larga o nelle tv via cavo, in Italia non si muove foglia. Vodafone, che tra i giganti esteri è quello con la maggiore disponibilità di cassa, ha fatto acquisizioni ovunque nel Vecchio continente, tranne che in Italia. Il gruppo guidato da Vittorio Colao ha annunciato ingenti investimenti nella banda larga tricolore, ma dopo aver trattato per mesi sia con gli svizzeri di Swisscom per Fastweb, sia con i russi di Vimpelcom per Infostrada (in vista delle nozze tra Wind e H3G), resta alla finestra in attesa che si presenti la giusta occasione al giusto prezzo. Il colosso anglo cinese Hutchinson che ha consolidato la sua presenza in Austria, nel 2013 ha intavolato una trattativa con Telecom e quest’anno ha provato a convolare a nozze con Wind, ma ugualmente resta alla finestra. Mentre Telecom – che a livello nazionale è leader e casomai dovrebbe consolidarsi all’estero – e Wind hanno come priorità quella di ridurre sotto il livello di guardia il proprio indebitamento, fatto che condiziona non poco la loro libertà di movimento.
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