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Ora i magistrati protestano: «Senza vaccini giustizia a rilento»

O vaccini o sarà caos della giustizia. I magistrati si rammaricano di non aver avuto la corsia preferenziale nella somministrazione del siero anti-Covid concessa ad altri comparti ritenuti essenziali, come la scuola. E in una nota l’Associazione nazionale magistrati chiede interventi normativi per limitare l’attività giudiziaria sul territorio nazionale, e se «dovessero inspiegabilmente mancare» invitano i dirigenti degli Uffici Giudiziari ad adottare «a tutela della salute, energiche misure organizzative al fine di rallentare immediatamente tutte le attività dei rispettivi uffici, senza escludere, nei casi più estremi, anche la sospensione dell’attività giudiziaria non urgente».

Una minaccia? «Una presa di posizione forte», precisa il presidente Anm Giuseppe Santalucia, «una presa di posizione forte, nella quale prendiamo atto della decisione del governo delle vaccinazioni per età, che non vogliamo discutere ora, ma ricordiamo che c’è il lockdown per tutto il mese e poniamo il problema che l’attività giudiziaria, soprattutto quella penale, è pericolosa. Se il periodo è drammatico come l’anno scorso allora si prendano provvedimenti».

Nella nota il sindacato delle toghe si duole che il governo, «modificando le Linee Guida approvate dal Parlamento nel dicembre 2020» consideri la giustizia con «carattere di minore priorità rispetto ad altri servizi essenziali già sottoposti a vaccinazione tanto da non ritenere doveroso rafforzare le condizioni che ne consentano la prosecuzione senza l’esposizione a pericolo per gli operatori». Ed esprime «disagio e sconcerto per la totale sottovalutazione dell’essenziale ed improcrastinabile servizio giustizia, in assoluta antitesi con gli obiettivi di riduzione dei tempi dei processi imposti dall’Ue e richiamati dalla ministra Cartabia». Segnala che «in un momento di grave recrudescenza dell’emergenza pandemica, imporrà fin da subito il sensibile rallentamento di tutte le attività giudiziarie che devono essere svolte in presenza, donde l’inevitabile allungamento dei tempi di definizione dei processi». E rimarca che ora negli uffici giudiziari di tutta Italia si continua a lavorare con le stesse modalità e con gli stessi ritmi di prima della pandemia. «Unico meccanismo di cautela la disciplina emergenziale, che peraltro non risulta neppure prorogata benché ne sia prossima la scadenza».

Santalucia è netto: «L’udienza è l’attività in presenza per eccellenza. L’anno scorso nel lockdown si bloccò tutto. Ora invece basta che un imputato chieda la trattazione orale e si va in presenza, oppure si deve fare lo stralcio e si ingolfa tutto. Si fanno ancora i maxi processi», lamenta. Li vorreste bloccare? «No, ma chiediamo che si valutino le varie situazioni in modo differente», specifica il consigliere di Cassazione. E chiarisce: «Una cosa sono le alte corti e i processi civili, una cosa i processi penali. L’altro giorno è morto il procuratore aggiunto di Napoli, Luigi Frunzio. Non abbiamo una rilevazione precisa, ma sono già molte le vittime di Covid fra i magistrati. E poi c’è da tutelare anche gli avvocati e i cancellieri».

Tutele

«Molte le vittime tra i magistrati, tutelare anche avvocati e cancellieri»

L’amarezza per aver sfiorato la possibilità di essere tra i «salvati» dal vaccino ed essere stati riespulsi dalla corsia preferenziale è palpabile. «In Toscana siamo stati vaccinati, in Veneto e Friuli anche, in Puglia si è iniziato, in Sicilia si è interrotto. Ma di fronte a professori di ogni disciplina e personale scolastico di ogni genere ci sono colleghi molto più esposti, soprattutto negli uffici più angusti», dice il presidente Anm. E aggiunge: «Non ci sono schermi di plexiglass. I dispositivi di protezione sono a macchia di leopardo».

E quindi sarà protesta-lumaca? «Noi poniamo il problema. E diciamo tenete conto delle condizioni in cui dobbiamo lavorare. Allora tutto quello che si può fare in virtuale si farà, ma c’è anche un problema di qualità. Allora — suggerisce Santalucia — perché non rinviare le attività non urgenti?»

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