Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ora l’Italia ha più chance di non essere bocciata all’esame di marzo Padoan: “Grande risultato”

Più fiducia per l’esame di marzo, «un grande risultato», dice Pier Carlo Padoan. Le nuove regole varate ieri dalla Commissione europea sulla maggiore flessibilità nei conti pubblici per chi fa investimenti e riforme strutturali, e si trova in recessione, ridanno animo a Via Venti Settembre. Le norme, giunte alla fine del semestre di presidenza dell’Unione, potrebbero portare l’Italia fuori dalla difficile prova del marzo prossimo senza danni e consentire al paese di evitare un intervento ulteriore sui conti pubblici.

Il rischio, che gli uomini del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan contano proprio di evitare, è nato nell’ottobre dello scorso anno, nel pieno dell’esame della legge di Stabilità in Parlamento. La Commissione europea, ancora presieduta da Barroso, avvalendosi dei nuovi poteri che le consentono di esercitare un controllo preventivo sui budget dei vari paesi, pose a Roma un altolà. Spiegò che il percorso verso il pareggio di bilancio era stato eccessivamente dilazionato e che era necessaria una correzione ulteriore dello 0,5 per cento del Pil: Padoan e i suoi resistettero ma alla fine, in corso d’opera, furono costretti a varare un rafforzamento della manovra dello 0,3 per cento del Pil, pari 4,5 miliardi. Bruxelles abbozzò, perché aveva chiesto lo 0,5 per cento: restò il rischio di «non conformità » per la legge di Stabilità italiana e tutto fu rinviato a marzo.
Ora la nuova Commissione di Juncker, che spesso si è definita «politica», e il nuovo commissario agli Affari monetari, il francese Moscovici, hanno fatto la mossa sulla flessibilità che molti si aspettavano. Se si sommeranno una serie di condizioni ci potrà essere uno «scostamento temporaneo» dall’obiettivo del pareggio di bilancio. Moscovici ieri ha tenuto a ribadire che la flessibilità non è stata cucita su singoli paesi, tuttavia l’Italia sembra cadere a pennello nelle regole che consentono di accedere alla deroga: recessione, differenza tra Pil potenziale e Pil effettivo a causa della crisi maggiore dell’1,5 per cento, rapporto deficit-Pil nominale sotto il 3 per cento e un piano di riforme strutturali che possono essere valutate in «pacchetto» e considerate in modo che si «sostengano reciprocamente».
Sembra l’identikit dell’Italia, anche se bisogna considerare che la strada non è tutta in discesa (ad esempio, si parla di difficoltà nel gettito previsto di 700 milioni per i giochi nella “Stabilità”) e che resta il problema del debito al qual non ha mancato di fare un riferimento ieri il vicepresidente Jyrki Katainen.
La lettura del Tesoro è più che soddisfatta. «Importante risultato della presidenza italiana», ha dichiarato ieri il ministro per l’Economia Padoan. «La Commissione europea, nella sua comunicazione — ha aggiunto il ministro — , riconosce un approccio più flessibile nell’interpretazione delle regole di bilancio, che fino a sei mesi fa non era preso in considerazione». Ed infine: ora gli stati membri avranno «maggiori possibilità, nel rispetto del patto di stabilità e crescita, di effettuare investimenti indispensabili per promuovere il rilancio dell’economia e creare posti di lavoro».
Del resto l’altro aspetto, quello che riguarda lo scorporo del cofinanziamento dei fondi strutturali europei dal rapporto deficit-Pil, è ugualmente importante, visto lo scarso utilizzo che l’Italia fa di queste risorse. E anche in questo caso i requisiti per accedere alla «clausola investimenti » sono gli stessi della «clausola» che le scostamemti nei conti e riforme strutturali». A dare una spinta al reticolo normativo delle riforme italiane giungono inoltre voci di accelerazione del cosiddetto «decreto investimenti» sul quale lavora lo Sviluppo economico: nel menù i social bond e un patto con chi investe oltre 500 milioni con il Fisco che si impegna a non cambiare le regole del gioco in corsa.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa