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Ora illimity è una banca

Illimity diventa gruppo bancario. L’assemblea dei soci, riunita a Milano nella nuova sede, ha approvato una modifica statutaria che consiste nell’indicazione della qualifica di capogruppo. Si tratta di un passaggio tecnico, l’ultimo formale, in vista del lancio della banca digitale diretta: è l’ultimo pilastro del piano industriale presentato dal fondatore e a.d. Corrado Passera poco più di un anno fa. Il lancio dell’istituto per clienti privati e famiglie avverrà domani nel capoluogo lombardo. Sarà quindi possibile aprire in illimity un conto corrente e fare altre operazioni di base.Prima di avviare la raccolta in Italia, illimity l’ha fatto in Germania grazie a una partnership con Raisin, fintech paneuropea e marketplace dedicato ai prodotti di risparmio e investimento con sede a Berlino. In terra tedesca l’istituto ha raccolto in due mesi 107 milioni di euro di depositi a termine grazie a 4.100 clienti. E ora punta ad allargare l’accordo per entrare in altri paesi europei.

La banca diretta per famiglie è la terza gamba di un business model che prevede anche il credito alle aziende e l’acquisto e il servicing di portafogli Npl. Un tassello ulteriore riguarda l’avvio dell’iter autorizzativo per la costituzione di una società di gestione del risparmio (Illimity sgr) controllata interamente dalla banca. Essa si occuperà della gestione del patrimonio di organismi di investimento collettivi alternativi riservati, di tipo chiuso, costituiti con fondi propri e di investitori istituzionali terzi. Il primo fondo investirà in crediti Utp (Unlikely to pay) con prospettive di ristrutturazione e ritorno in bonis, ed eventualmente in quote di capitale di società impegnate in progetti di ristrutturazione. Questa iniziativa permetterà di affiancare, all’attività di investimento diretto in credito distressed, l’attività di gestione per conto terzi, realizzando una diversificazione dei ricavi verso la componente commissionale e generando ulteriori opportunità di business.

La realtà che l’ex banchiere e ministro ha fondato insieme ad Andrea Clamer (ex Banca Ifis) puntava a creare un operatore attivo nei servizi per le pmi, nel mercato degli Npl e nell’offerta di servizi ad alto tasso di digitalizzazione. Il piano strategico al 2023 prevede un totale attivi di 7 miliardi di euro, un utile netto pari a 300 milioni, un roe di circa il 25%, un cost-income inferiore al 30% e un Cet 1 stabilmente superiore al 15%.

In borsa il titolo illimity ha chiuso poco sotto la parità (-0,12% a 8,12 euro) dopo essere arrivato a guadagnare quasi tre punti percentuali. Kepler Cheuvreux ha avviato la copertura con rating buy e prezzo obiettivo a 15 euro. Il target price, spiegano gli analisti, implica che le azioni possano quasi raddoppiare. Tra gli elementi interessanti vengono citati «il focus su segmenti di mercato interessanti, dove ha relazioni ed esperienza senior», oltre al «capitale abbondante». Tra gli elementi di rischio, invece, il fatto che la banca sia in fase di startup, oltre al contesto concorrenziale e regolatorio e all’esposizione totale all’Italia.

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