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Ora i beni ai soci aggirano il 2011

Comunicazione dei beni ai soci con vista sulle situazioni esistenti nel 2012: è questa una delle conseguenze che potrebbe verificarsi alla luce del cospicuo rinvio temporale dell’adempimento. Con la nuova scadenza fissata al 2 aprile 2013, infatti, potrebbe divenire irrilevante monitorare la situazione esistente nel periodo di imposta in corso al 17 settembre 2011.

Nello stesso tempo, appare singolare come solo oggi l’amministrazione finanziaria si accorga delle difficoltà di applicazione di una norma che, seppure condivisibile nello spirito, è stata anche inutilmente complicata anche in ragione delle interpretazioni che l’agenzia delle entrate ha fornito. Soffermandosi su posizioni che appaiono poco sostenibili da un punto di vista pratico. Quindi, quella che appare una apertura in relazione ai termini di invio diviene, evidentemente, una palese evidenziazione del fatto che qualcosa vada cambiato forse da un punto di vista normativo ma anche, e forse soprattutto, da un punto di vista interpretativo.

La nuova scadenza. Il provvedimento dell’amministrazione finanziaria è laconico nell’affermare come la nuova scadenza per l’invio della comunicazione dei beni ai soci è fissata, in ragione «delle particolari difficoltà di attuazione e della assoluta novità dell’obbligo in parola». Vi è da chiedersi chi debba risolvere le particolari difficoltà di attuazione di una norma a distanza di più di un anno dalla sua introduzione e, soprattutto, come già sottolineato, sorprende il fatto che ci si accorga oggi di questo fatto.

Le questioni sostanziali. Individuato il nuovo orizzonte temporale per l’invio della comunicazione, ci si deve chiedere se questo rilevante slittamento possa avere delle conseguenze immediate in ragione dei dati e delle notizie da fornire all’interno della comunicazione partendo dal presupposto che la norma possa non cambiare. Va rilevato come la norma in questione operi dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 17 settembre 2011 e quindi, nella normalità dei casi, dal periodo di imposta 2012. Questo sicuramente per le persone fisiche che dovranno dichiarare, se del caso, un reddito diverso. Il testo del provvedimento originario affermava come la comunicazione in questione dovesse riguardare i beni nonché i finanziamenti e le capitalizzazioni fruiti ed esistenti per il periodo di imposta in corso al 17 settembre 2011. Ora, in virtù della nuova data, non si può escludere in assoluto che questo dato possa divenire irrilevante concentrandosi, invece, sulla situazione esistente nel periodo di imposta 2012. Che è, appunto, il periodo di imposta in cui opera nella parte sostanziale la norma introdotta dalla legge n.148 del 2011.

Il nuovo termine, come accennato, potrebbe essere utilmente utilizzato dall’amministrazione finanziaria per dirimere alcune questioni controverse emerse in occasione dei precedenti interventi interpretativi soprattutto con riferimento alla circolare n. 25 del 2012 ed in relazione al ventilato obbligo di comunicazione dei finanziamenti e dei versamenti effettuati o ricevuti dai soci. È evidente come sia questo il punto più delicato dell’intero sistema di comunicazione dei beni ai soci soprattutto in relazione a un dettato normativo che non pare delineare in modo così netto l’obbligo sostenuto dall’amministrazione finanziaria. Che, ragionevolmente, intende utilizzare i dati ricevuti per verificare la posizione finanziaria e patrimoniale dei soci in vista di una possibile rettifica che si fonda essenzialmente sul redditometro. Alcuni aspetti, dunque, in relazione a tale posizione potrebbero trovare in ragione del maggior tempo concesso, potrebbero essere mitigati. Non si comprende, infatti, che utilità possa avere un dato che risale a periodi di imposta molto datati senza necessariamente giungere a sostenere che vi deve essere (anche se così appare dal dettato normativo) una corrispondenza tra somme erogate dal socio e beni utilizzati dal socio stesso. Va osservato inoltre come anche la circolare n. 24, specificatamente dedicata alla disciplina dei beni ai soci contenga delle indicazioni sorprendenti in relazione, ad esempio, alla necessità che l’utilizzo dei beni in questione risulti da data certa. Nelle realtà operative (si pensi alla classica società a ristretta base) l’utilizzo dei beni da parte dei soci è nei fatti e non necessariamente tale utilizzo maschera un uso esclusivamente personale ma, al limite, promiscuo. In modo sostanzialmente analogo a quanto può verificarsi per un dipendente o per un amministratore. Il maggior tempo identificato dall’amministrazione finanziaria potrebbe dunque essere utilizzato anche per risistemare alcune indicazioni del tracciato record della comunicazione in alcuni passaggi che, ad oggi, appaiono del tutto oscuri. Si pensi, ad esempio, al caso della comunicazione negativa ovvero all’esatta delimitazione dei soci che devono essere identificati in relazione alla nuova norma.

 

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