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Berlino frena, ma i Länder no

«Senza solidarietà non c’è Europa», ha affermato Angela Merkel al Bundestag, nel giorno del Consiglio europeo, ed è stata applaudita anche dai banchi dell’opposizione. Sarebbe possibile al parlamento a Roma? Alla Germania non può andare bene se l’Europa sta male, ha ammonito. «L’Europa non è l’Europa se non siamo pronti a sostenerci gli uni con gli altri, nel momento dell’emergenza non si ha colpa». Non si dovrebbe ricordare ancora che in tedesco colpa si traduce in Schuld, come debito. Ma Conte non si illuda che ciò possa essere interpretato come uno ja ai coronabond.

 

Berlino è pronta a aumentare il suo contributo al bilancio della Ue, ma per mutualizzare i debiti, metterli in comune, bisognerebbe cambiare i trattati, ha precisato la cancelliera, le modifiche dovrebbero essere approvate dai singoli paesi membri, e cioè richiederebbe anni. Gli aiuti devono essere immediati, ha concluso, e il pacchetto da 500 miliardi dovrebbe essere disponibile per il primo giugno.

 

L’Italia preoccupa e non è vero che i media tedeschi ne diano sempre un’immagine negativa. Ieri la Süddeutsche Zeitung ha dedicato la terza pagina al premier Conte: Der Mann, des aus dem Nichts kam, l’uomo che venne dal nulla. Ma è diventato un uomo di Stato, ha giudicato il quotidiano di Monaco.

 

Per quanto riguarda la Germania, Frau Angela si é detta preoccupata per le misure «troppo drastiche» prese da alcuni Länder, che vorrebbero tornare alla normalità al più presto. Lei rimane prudente: «Ci stiamo ancora muovendo su un ghiaccio sottile». Stiamo attraversando il momento più difficile della nostra storia, dopo la guerra e la riunifcazione, è una prova per la nostra democrazia, ha ammonito, ma bisogna tener duro anche se ciò richiede sacrifici: «Sono orgogliosa per come vi state comportando».

 

È preoccupato anche Christian Droste, primario di virologia alla Charité, cinquemila letti, il più grande ospedale di Berlino, forse del mondo: «Stiamo anticipando i tempi con fretta eccessiva, potrebbe essere un boomerang pericoloso». I morti ieri erano 5.315, più 210 in un giorno, ma i contagiati sono saliti di 2.195, l’aumento più alto da domenica. Per Droste non ci si può illudere che il peggio sia passato.

 

Tuttavia, a Berlino da lunedì riaprono, sia pure parzialmente gli asili infantili, mentre a livello nazionale si dovrebbe attendere agosto. Un’apertura parziale riservata ai genitori singles e per chi dovrebbe tornare a lavorare. E dal 30 aprile nella capitale apriranno tutti i campi giochi per bambini nei parchi. Come si potrà evitare che i piccoli rispettino le distanze di sicurezza? Secondo quanto risulta a Droste e a i suoi colleghi, i bambini, per quanto immuni, sono portatori sani. Un provvedimento forse suggerito da un altro dato: Frau Merkel elogia i suoi tedeschi, ma a Berlino le violenze domestiche in questi giorni sono aumentate del 33%.

La mia auto è ferma da 3 marzo, ma vedo che al distributore di benzina in fondo alla mia strada, un litro di super costa un euro e 9 centesimi. A gennaio era a un euro e 51 centesimi. In Italia il prezzo, a quanto leggo, è sceso di appena un centesimo. Forse per il rilancio, mentre si aspettano i miliardi dall’Europa, si potrebbe anche cominciare a diminuire tasse e imposte. La Große Koalition ha deciso di abbassare l’Iva per i ristoranti dal 19% al 7%, per un anno. Rischiano il fallimento, perché pretendere il 19% sul nulla?

Il ribasso costerà allo Stato un minor introito di 5 miliardi. E si aumenta il salario a orario ridotto (molto alla lontana equivalente alla cassa integrazione) dal 60% all’87%. Infine, si stanziano 500 miliardi per le scuole: 150 euro di contributo per l’acquisto di un tablet. Come fare lezioni online senza? In Italia, il 30% per cento dei ragazzi è senza computer, eppure costa meno di un cellulare.

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