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Ora Amazon punta a conquistare Carrefour e Monoprix

Perché Emmanuel Macron, martedì 3 ottobre, ha rivoluzionato la sua agenda (fittissima, perfetta immagine dell’iper-attivismo presidenziale: occupa due pagine in formato Excel e i giornalisti la ricevono tutti i venerdì via mail) per essere presente all’inaugurazione di un centro logistico, diciamo pure un capannone moderno e robotizzato come sono oggi, di 107 mila metri quadrati a Boves, un paesino di 3 mila abitanti a pochi chilometri da Amiens, la sua città natale?

Forse perché il centro logistico occuperà qualche centinaio di addetti e sarà un modo per far dimenticare la crisi della Whirlpool, stabilimento chiuso, lavoratori in «plan social», cassa integrazione, nonostante le promesse elettorali del candidato di En Marche! che proprio qui ebbe il suo tumultuoso battesimo «operaista» durante la campagna elettorale?

No, la ragione è un’altra ed è strutturale, nel senso che si lega alle politiche economiche del presidente e alla sua visione del futuro del sistema economico del Paese. Perché quel capannone è il quinto di una serie (gli altri sono sparsi nella provincia francese, a Saran nel Loiret, a Montélimar nella Drôme, a Sevrey nella Loira e a Lowin-Planque nel Nord del Paese) e porta l’insegna di Amazon, il colosso americano (135 miliardi di fatturato e 2,4 di utili netti) che ha travolto le regole e le abitudini di 300 milioni di consumatori-clienti in tutto il mondo con le sue piattaforme di e-commerce e che, ora, si prepara alla battaglia decisiva puntando dritto sui negozi reali, i supermercati veri con le casse e i prodotti esposti sugli scaffali.

Jeff Bezos, il patron e il creatore di Amazon (che ha centinaia di centri logistici come quello inaugurato a Boves in tutto il pianeta con 45 mila robot continuamente al lavoro, altro che operai e magazzinieri), ha cominciato questa manovra, cioè il viaggio verso il mondo reale, a giugno scorso negli Stati Uniti comprandosi per 13,7 miliardi di dollari la catena dei 247 supermercati alimentari Whole Foods Market (piccola rispetto al gigante Walmart ma focalizzata sul biologico e l’agro-alimentare di qualità) e ora punta ai supermercati francesi, Carrefour, Monoprix, Casino da un paio d’anni in crisi di modello organizzativo, di fatturato e di margini.

Lo si legge in un report riservato preparato dagli analisti di Société Générale: Amazon, dopo averci provato con la catena inglese Morrisons (la quarta per fatturato nel Regno Unito), ora punta decisamente («comme cibles potentielles» come prede possibili) sui due grandi player francesi della gdo, Carrefour (che ha appena cambiato amministratore delegato, Alexander Bompard arrivato da Fnac-Darty, e ha avviato un severo piano di ristrutturazione) e Monoprix (del gruppo Casino di proprietà delle famiglie Naouri e Guichard) anch’esso in lotta continua per la redditività.

Sul punto, va detto che mister Bezos ha una ricetta formidabile che ha già sperimentato nella sua città, a Seattle. Si chiama Amazon Go: un supermercato pieno di prodotti, modernissimo ed efficientissimo, senza personale, senza cassiere, solo robot silenziosi e macchinette elettroniche per il pagamento.

È’ questo il piano che il boss di Amazon ha in mente per Carrefour e gli altri player della gdo francese (ed europea)? Un’invasione travolgente dall’e-commerce al commercio fisico, dal virtuale al reale (modificato e ridotto in formato digitale)?

Un dirigente della catena Intermarché, interpellato da ItaliaOggi, ne è convinto: «Amazon non è certamente un nostro amico. Ha un solo interesse: mettere le mani sulla nostra rete di fornitori e poi buttarci via come stracci usati. Finché possiamo, resisteremo. Ma dal governo ci aspetteremmo delle chiusure, non delle aperture come m’è parso di capire sentendo le parole di monsieur Macron ad Amiens».

In effetti, i progetti del gigante di Seattle in terra di Francia sembrano andare veloci. Per far posto a un grande centro logistico e a un interporto di Amazon (che proprio in queste ore rischia una maximulta per evasione fiscale da Bruxelles) a Portes-de-Senlis, a mezz’ora dall’aeroporto Charles De Gaulle i sindaci del comprensorio, d’accordo con il presidente della regione Hauts-de-Seine, il repubblicano Xavier Bertrand, grande oppositore di Macron, hanno cambiato perfino il piano regolatore e cancellato molte aree a destinazione agricola.

D’altra parte, come resistere ad Amazon che ha promesso un centro direzionale (cioè i suoi uffici) con 500 impiegati e un parcheggio per 600 Tir all’uscita dall’autostrada A1. Supermercati, centri logistici, camion e robot: tutto è pronto per il lancio di Amazon Fresh, a Parigi e nelle grandi città. È il commercio del futuro, bellezza!

Giuseppe Corsenino

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