Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Opzioni, ultima chiamata

Prima scadenza per la sanatoria delle opzioni dimenticate. I contribuenti che, nel corso del 2011 e nei primi mesi del corrente esercizio, hanno omesso l’opzione o altri adempimenti formali richiesti per applicare un regime fiscale di favore possono sanare la loro posizione, effettuando l’adempimento entro il prossimo 31 dicembre e versando la sanzione fissa di 258 euro.
Una delle più importanti misure contenute nel Dl 16/12 (decreto semplificazioni fiscali) riguarda la possibilità di evitare la decadenza dei benefici prevista per chi, intendendo usufruire di un determinato beneficio fiscale o di un regime agevolativo, dimentica di effettuare nei termini un adempimento (opzione, comunicazione o altro) posto dalla legge quale condizione essenziale di validità. In queste situazioni, l’agenzia delle Entrate aveva in passato negato la possibilità di ravvedimento oppure di utilizzo del cosiddetto principio del comportamento concludente (articolo 1, Dpr 442/97) individuato per altre tipologie di opzioni.
Il decreto semplificazioni prevede una sorta di riapertura di termini per queste formalità, che consente comunque di usufruire del regime agevolato qualora il contribuente (che deve possedere i requisiti di legge) effetti l’adempimento entro la scadenza della prima dichiarazione utile (e comunque in assenza di constatazione della violazione) e versi al contempo una sanzione di 258 euro.
La dichiarazione che fa da spartiacque per la sanatoria, come chiarito dalla circolare 38/E/2012, non è quella riferita all’anno durante il quale si è dimenticata la comunicazione (come avviene invece nel caso del ravvedimento operoso), bensì la prima che deve essere presentata dopo la scadenza dimenticata. Quindi per le opzioni omesse nei primi nove mesi di un certo anno si tratta del modello Unico del 30 settembre dello stesso anno (riferito all’esercizio precedente), mentre per quelle dell’ultimo trimestre si va al 30 settembre dell’anno seguente.
La circolare 38/E ha stabilito un periodo transitorio per le opzioni dimenticate nel 2011 e nei primi mesi del corrente esercizio, per la cui regolarizzazione è stato dato termine fino al prossimo 31 dicembre. È dunque opportuno che i contribuenti eseguano tempestivamente opportune verifiche su possibili adempimenti omessi, avviando le procedure per la remissione in termini.
Si può trattare, seguendo gli esempi della circolare 38/E, di comunicazioni del consolidato non inviate nel 2011 (triennio 2011-2013) o il 16 giugno scorso (2012-2014), di quelle della trasparenza (31 dicembre 2011) o ancora della scelta del regime Irap in base a bilancio delle società di persone o ancora dell’Iva di gruppo scaduta il 16 febbraio del 2011 o di quest’anno.
Si ritiene che rientrino nella sanatoria anche la mancata comunicazione (prima del 14 maggio 2011, data da cui l’adempimento è stato soppresso) dell’inizio lavori per la detrazione 36% e l’omessa opzione per la cedolare secca, compresa la comunicazione all’inquilino sulla rinuncia all’adeguamento Istat, per i contratti stipulati dopo il 7 aprile 2011 (per quelli in corso a tale data, valeva invece la proroga disposta dalla circolare 20/E/2012).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa