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Opzione trasparenza con premio

di Antonio Criscione

Trasparenza in cambio di una mano da parte del fisco negli adempimenti e degli sconti nei controlli. Quella contenuta nella manovra «salva Italia» nei primi commenti degli esperti delle categorie, rappresenta una scommessa, per la quale bisognerà anche aspettare i provvedimenti attuativi per vedere i contorni precisi della partita. E trattandosi di un regime opzionale, i contribuenti interessati il gradimento lo esprimeranno in modo concreto mettendo il proprio voto sulla prossima dichiarazione dei redditi, aderendo o meno al nuovo regime previsto dall'articolo 10 del Dl 201 del 2011.
L'apprezzamento di professionisti e contribuenti va al fatto che si tratta di un regime opzionale e quindi si potrà scegliere. Molti altri sono i punti deboli che vengono individuati in questo regime. I dubbi riguardano la capacità di queste misure di fare emergere evasione fiscale, con il rischio di destinare risorse dell'amministrazione finanziaria a ruoli considerati impropri piuttosto che a quello "naturale", appunto di contrasto all'evasione. E un rischio che viene visto da molti è che il sistema possa essere troppo oneroso per chi è onesto, ma di prestare il fianco a facili scorciatoie per chi invece volesse continuare ad occultare parte delle proprie attività al fisco.
Il presidente del consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Claudio Siciliotti, afferma infatti: «Semplificazioni per i contribuenti sono sempre positive. Ci sono molti elementi però che ci lasciano perplessi. E non perché il fisco ci rubi il lavoro, ma perché distoglie risorse dalla lotta al sommerso». E quanto alla possibilità che l'attività di "tutoraggio" a favore dei contribuenti che aderiscono al regime di trasparenza possa rubare lavoro ai consulenti, Siciliotti non sembra preoccupato: «Il vero effetto per gli studi professionali sarà che una parte del lavoro sarà svolto dall'Agenzia, ma più per conto che contro i professionisti». E conclude: «Il ragionamento che sta dietro a questi provvedimenti è che la lotta all'evasione si faccia andando a controllare quanto i contribuenti già dichiarano piuttosto che andando a caccia di quanto resta non dichiarato».
Gli stessi dubbi sono espressi dai responsabili fiscali delle associazioni di categoria dei contribuenti. Per esempio Claudio Carpentieri di Cna afferma: «Le semplificazioni veramente utili in questa misura sono poche e riguardano l'abolizione del visto di conformità per compensazioni e l'esonero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva. Per il resto, soprattutto per le imprese più strutturate, alcune misure come la tassazione per cassa sono difficili da realizzare». E Andrea Trevisani di Confartigianato apprezza il «cambio di paradigma» rappresentato dall'introduzione del principio per cui tutti coloro che accettano di aderire alle condizioni del regime, ci sia poi un alleggerimento degli obblighi tributari. «Certo chi deciderà di aderire – afferma – dovrà darsi un'organizzazione amministrativa che permetta l'invio dei molti dati richiesti all'amministrazione finanziaria. Per far funzionare bene un regime così occorrerebbe una drastica semplificazione amministrativa». E per Antonio Vento, di Confcommercio, occorrerebbe «una decisa riduzione del carico fiscale e questo problema non è risolto da questa misura. Anche se è da apprezzare il tentativo di offrire un alleggerimento degli oneri amministrativi a fronte della decisione di aderire al sistema di trasparenza indicato dalla norma».

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