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Opere, stop alla melina di stato

Se il soprintendente non risponde tocca all’amministrazione competente dare via libera o meno all’autorizzazione paesaggistica per opere da effettuare in aree sotto tutela. Non sono più ammesse «meline» da parte delle pubbliche amministrazioni. Ma a difesa del decoro dei beni culturali arriva la revoca senza se e senza ma delle concessioni all’uso su suolo pubblico e dei posteggi.

Per gli ambulanti e agli esercenti danneggiati è previsto un indennizzo. A sostegno del turismo si prevedono anche assunzioni facili (ma non stabilizzabili) per under 29 da impiegare nell’accoglienza e facilitazioni nella riproduzione dei monumenti. Il tutto è previsto dal decreto legge turismo (n. 83/2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio scorso.

Via gli ambulanti. Stop a bancarelle, chioschi e strutture commerciali mobili presso i siti di interesse culturale. Comuni e soprintendenze dei beni culturali potranno stoppare le autorizzazioni e le concessioni per l’uso di suolo pubblico agli esercizi che mettano a rischio il decoro dei beni culturali. Stessa cosa per i posteggi per l’esercizio del commercio su aree pubbliche. Qualora non sia possibile trasferire altrove le attività commerciali, cioè in zone che consentano all’esercente di avere una identica potenziale remuneratività, al titolare «rimosso» sarà riconosciuto un indennizzo. Che sarà al massimo pari a una mensilità del canone annuo da lui dovuto alla pubblica amministrazione

Giovani per il turismo. Via libera a nuove assunzioni mediante contratti di lavoro flessibili presso istituti di cultura e pubbliche amministrazioni. Questi contratti, però, non saranno considerati titoli validi alla stabilizzazione, mediante contratti a tempo indeterminato. Gli assunti dovranno essere under 29, laureati in discipline culturali o in possesso di titoli di archivistica, paleografia e diplomatica. I giovani serviranno all’accoglienza dei turisti. A questo fine potranno essere utilizzati anche i volontari del servizio civile.

Nulla osta facili. Dal ministero dei beni culturali saranno organizzate conferenze di servizi per la creazione di nuovi circuiti nazionali d’eccellenza a sostegno dell’offerta turistica e del sistema Italia. Il tutto per consentire l’accelerazione del rilascio di permessi, nulla osta, autorizzazioni, licenze e atti di assenso da parte delle amministrazioni competenti.

Beni pubblici gratis ai giovani. Verranno creati nuovi percorsi pedonali, ciclabili e mototuristici. Come? In primis attraverso la concessione gratuita di case cantoniere, caselli e stazioni ferroviarie marittime, fortificazioni e fari. Nonché di ogni altro immobile pubblico non utilizzato o utilizzabile a scopi istituzionali. Gli immobili in questione saranno dati in concessione a imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da giovani fino a 35 anni. Gli oneri di manutenzione straordinaria saranno a carico del concessionario. La concessione non potrà essere superiore a sette anni, salvo rinnovo.

Guide turistiche col patentino. Entro il 31 ottobre prossimo un decreto del ministro dei beni e delle attività culturali dovrà individuare i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorra una specifica abilitazione per esercitare in modo stabile la guida turistica. Cosa già prevista dalla legge 97/2013, rimasta finora lettera morta. Il decreto indicherà anche i requisiti necessari a ottenere questa abilitazione e la disciplina per il rilascio del «patentino».

Tempi certi per l’autorizzazione paesaggistica. Addio iter da purgatorio per le autorizzazioni relative a interventi su beni culturali e paesaggistici. Che, va ricordato per legge devono indicare: lo stato attuale del bene interessato, gli elementi di valore paesaggistico presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari. Bene, la cosiddetta autorizzazione paesaggistica di un intervento (ex art. 146 del Codice beni culturali e del paesaggio) avrà valore dal giorno stesso in cui acquista efficacia il titolo edilizio eventualmente necessario per la realizzazione dell’intervento. E questo a meno che il ritardo sul rilascio non sia da imputare all’interessato.

Addio palude. Responsabilità in chiaro. Qualora siano trascorsi inutilmente due mesi dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente alla tutela del paesaggio e questi non abbia ancora reso il prescritto parere relativo alla richiesta di intervento, l’amministrazione competente dovrà comunque provvedere a prendere una decisione in merito alla domanda di autorizzazione paesaggistica. Fino ad oggi, in assenza di risposta da parte della soprintendenza, l’interessato all’intervento doveva rivolgersi in regione. A quel punto, l’ente territoriale girava la questione a un commissario ad acta per il responso. Per altro, l’iter per l’autorizzazione paesaggistica era, comunque sospendibile per una sola volta, per eventuali accertamenti. Ora non più.

In ogni caso, entro i prossimi sei mesi il ministero dei beni culturali dovrà dettare nuove disposizioni a modifica dell’articolo 146 del Codice dei beni culturali. Con l’obiettivo di ampliare e precisare le ipotesi possibili di intervento di lieve entità sul paesaggio. E per semplificare ulteriormente le procedure.

Riproduzioni allargate. I canoni di concessione per la riproduzione di beni culturali non saranno più richiesti ai privati, purché queste riproduzioni siano fatte senza scopo di lucro, neppure indiretto. Per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero, espressione creativa e promozione del patrimonio culturale sarà inoltre consentita la riproduzione di beni culturali fatta senza contatto fisico col bene stesso o senza una sua esposizione a sorgenti luminose. Vietati anche stativi o treppiedi. Consentita anche la divulgazione con ogni mezzo di immagini di beni culturali legittimamente acquisite, ma solo se riproducibili dall’utente a bassa risoluzione digitale.

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