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Operazioni sospette senza scampo

di Christina Feriozzi e Luciano De Angelis  

Conti gioco con frequente movimentazione o ripetute chiusure e riaperture, fretta nella conclusione delle operazioni, rilevanti acquisti di gettoni senza partecipare al gioco, consistenti acconti in contanti, impiego di banconote impacchettate, arrotolate o molto logore, contratti su immobili a favore di terzi sono solo alcuni fra gli indici di sospetto elencati nel decreto 17 febbraio 2011, recante «Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio da parte di talune categorie di operatori non finanziari», in G.U. n. 48 del 28/2/2011. Moltissime le imprese chiamate ad allertare la vigilanza per la segnalazione delle operazioni sospette avvalendosi dei nuovi indicatori: si tratta di tutti i soggetti indicati nell'art. 10, lett. e) dlgs 231/07 che svolgono le attività il cui esercizio resta subordinato a licenze, autorizzazioni, iscrizioni in albi o registri.

I motivi del sospetto. Gli indicatori di anomalia sono distinti in sette gruppi. Ricordiamo i segnalatori di interesse più generale connessi: all'identità e all'atteggiamento del cliente inerenti il comportamento reticente dello stesso, utilizzo e fornitura di informazioni o documenti falsi o contraffatti, cessione del biglietto o della tessera di ingresso alla casa da gioco ad altro cliente, operatività per soggetti terzi; nonché gli indicatori connessi alle modalità di esecuzione delle operazioni che contemplano prestazioni incompatibili o incoerenti con l'attività del cliente, operazioni richieste da organismi non lucrativi per finalità diverse da quelle dichiarate, frequente rilascio di deleghe o procure, aperture e chiusure ripetute di conti gioco con prelievo delle giacenze, estinzioni rapporti anticipate, modifica condizioni inusuale, acquisti al di sopra del valore di mercato effettuato in contanti, conclusione frettolosa delle operazioni; indicatori relativi a mezzi di pagamento con versamenti di consistenti acconti in contanti, utilizzo di banconote in tagli inusuali, impacchettate o arrotolate o molto logore, accredito delle vincite su conti sempre diversi, intervento di terzo a copertura dell'esposizione del cliente, impiego carte di credito per ricaricare o prelevare da conti gioco.

Fra gli indicatori specifici, ricordiamo quelli relativi ad attività inerenti oro, oggetti preziosi, cose antiche e d'arte che prevedono acquisti e vendite a prezzi incoerenti, da parte di società con capitale sociale ridotto, o in ristretto arco di tempo. Altri indicatori in tema di recupero crediti e custodia e trasporto valori contemplano richieste di operazioni frequenti, relative a importi ingenti di contanti, per finalità inusuali, con previsione di ritiro da terze parti. In tema di case da gioco o offerte su internet di giochi, scommesse e concorsi si segnalano: acquisti rilevanti di gettoni con mancata partecipazione ai giochi, conversione di gettoni con assegni intestati a terzi, improvviso aumento di giocate su conti da tempo inattivi, ingresso al casinò di soggetti già in possesso di gettoni, acquisto cospicuo di gettoni a mezzo di contante di piccolo taglio. In tema, infine, di agenzia di affari in mediazione immobiliare si pone l'attenzione su investimenti in immobili per importi incoerenti, ripetuti contratti per persona da nominare, reticenza sulle modalità di pagamento, compravendite in breve tempo ad importi molto differenti fra loro.

L'effetto. Con il provvedimento in commento la Uif chiude il cerchio in merito all'individuazione dei comportamenti anomali passibili di sospetto di attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. L'attenzione è stata rivolta nel tempo sia alle macrocategorie degli intermediari finanziari che ai professionisti che, ora, agli operatori non finanziari, ma anche a particolari tipologie di operazioni quali quelle poste in essere da imprese in crisi, con rischio di usura, alle frodi informatiche, alle operazioni mediante leasing, alle frodi nell'Iva intracomunitaria, ai rapporti con persone politicamente esposte, fino all'operatività connessa all'abuso di finanziamenti pubblici. Benché, si ricorda, l'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette sia in generale decorso dal 2007 (art. 41 dlgs 231), ora, con la pubblicazione di questi ultimi specifici indicatori anche per gli operatori non finanziari, l'adempimento diviene per gli stessi molto più stringente.

Il decreto puntualizza:

– il carattere esemplificativo e non esaustivo degli indicatori;

– il principio secondo cui la mera ricorrenza di indicatori non è sufficiente per l'individuazione di una segnalazione di operazione sospetta, per la quale è indispensabile una concreta e specifica valutazione da parte degli operatori;

– il fatto che l'assenza di indicatori non è sufficiente a escludere che l'operazione sia sospetta, in quanto possono venire in rilievo ulteriori comportamenti sintomatici di profili di sospetto.

Per quel che attiene all'analisi delle operazioni da segnalare si ribadisce, infine, che l'operatore, pur non essendo tenuto a svolgere attività estranee all'adempimento dell'incarico, è tenuto a valutare complessivamente tutti gli elementi a propria disposizione.

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