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Operazioni societarie infragruppo

di Debora Alberici 

Stretta della Cassazione sulle operazioni societarie infragruppo. Risponde infatti di bancarotta l'amministratore dell'impresa fallita a causa di operazioni commerciali con le collegate, come ad esempio la cessione di un ramo d'azienda, che, pur generando un beneficio per il gruppo, pregiudicano l'interesse dei creditori dell'azienda in dissesto.

È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza numero 4458 del 2 febbraio 2012, ha accolto il ricorso presentato dalla Procura di Torino, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva assolto i vertici dalle accuse di bancarotta perché la cessione del ramo d'azienda aveva avuto dei riflessi positivi sul gruppo ma non sull'impresa poi fallita.

Gli Ermellini spiegano in motivazione che vantaggi compensativi di questo tipo sono insufficienti a escludere la condanna.

«La rilevanza del vantaggio compensativo», si legge in sentenza, «espressamente prevista nell'attuale formulazione dell'art.2634, comma terzo, cod. civ. nel senso dell'esclusione del carattere ingiusto del profitto della società collegata ove compensato dal vantaggio stesso in quanto derivante dall'appartenenza al gruppo di società, è in primo luogo direttamente riferibile alla fattispecie di infedeltà patrimoniale prevista dalla norma citata». La previsione, ad avviso del Collegio, non rende inoperante, ai fini della configurabilità delle diverse ipotesi di bancarotta, il principio dell'autonomia soggettiva delle singole società facenti parte del gruppo. Infatti, l'offensività tipica di detti reati rimane inalterata nel momento in cui le ragioni dei creditori della società fallita, l'affidamento dei quali è riposto sulle capacità patrimoniali di quest'ultima, sono comunque pregiudicate da trasferimenti di risorse ingiustificatamente effettuati dalla società in questione in favore di altre pur ricomprese nello stesso gruppo. Dunque, questo non esclude «che ai collegamenti della società fallita nell'ambito del gruppo possa essere attribuita incidenza anche nella valutazione della configurabilità dei reati di bancarotta, avuto riguardo a un'indicazione normativa che comunque conferisce rilievo agli eventuali vantaggi compensativi in un'ottica riferibile al giudizio sulla correttezza della gestione societaria». L'influenza di questi elementi dovrà tuttavia essere esaminata nel rispetto dell'autonoma tutela delle ragioni creditorie specificamente riferibili alla società fallita.

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