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«Operazione pulizia». Nel bilancio Carige rosso di 1,3 miliardi

I nuovi vertici di Banca Carige e l’amministratore delegato di fresca nomina Piero Montani nel presentare i risultati al 30 settembre hanno voluto dare un segnale di svolta rispetto alla gestione Berneschi finita nella bufera: «Operazione trasparenza» è stata la frase ripetuta dal presidente Cesare Castelbarco. Una scelta d’obbligo: «La Consob — ha detto Montani — ha acceso un faro su di noi. Cercheremo di fare tutto quanto necessario per risolvere positivamente le contestazioni». Alla vigilia del consiglio di amministrazione di ieri infatti è arrivata a Banca Carige una lettera con cui la Consob comunica di aver avviato un procedimento nel quale si formula l’«ipotesi di sussistenza di profili di criticità» nel bilancio consolidato del 2012 e nel semestrale al 30 giugno del 2013 di Banca Carige. In particolare l’organo di vigilanza contesta «la conformità ai principi contabili internazionali in tema di valutazione di avviamenti, delle partecipazioni detenute nelle società controllate e dell’interessenza nella Banca d’Italia». Con grande tempismo il consiglio ha approvato i risultati al 30 settembre con la svalutazione degli avviamenti (in particolare di Banca Carige) che sono scesi da un miliardo e 779,5 milioni a 131,9 milioni. Quanto al valore delle azioni di Bankitalia iscritte nel bilancio del 2012 per 892,2 milioni è stato riformulato ora a 280 milioni. «Una decisione che era in fieri già prima della lettera della Consob» ha voluto precisare Castelbarco. E’ di fatto conseguenza della svalutazione (infatti la raccolta diretta è cresciuta del 2,6%, sono stati aperti 60 mila nuovi conti e le riserve liquide si avviano a superare i 4 miliardi, con una gestione operativa in lieve utile) il rosso di 139,1 milioni registrato dal risultato netto consolidato normalizzato al 30 settembre. Una perdita che Montani ha definito «importante» ma frutto di una scelta necessaria perché, ha detto, la banca «percorre una strada virtuosa già seguita dai più importanti gruppi bancari italiani con l’obiettivo di guardare al futuro con fiducia e serenità». Inoltre, rispetto ad altri gruppi, Banca Carige ha svalutato quasi la totalità degli avviamenti con un residuo di appena 132 milioni. Fiducia e serenità, che il nuovo amministratore delegato vuole evidenziare con il piano industriale presentato al più presto, Bankitalia aveva dato la scadenza del 30 ottobre e nei prossimi giorni Montani e Castelbarco andranno in via Nazionale per concordare un percorso: «Dobbiamo presentarci sul mercato con credibilità e lo faremo». Montani si è trincerato dietro i «cinque giorni di presa visione delle cose», troppo pochi per esprimere indirizzi, per non andare oltre ma non ha negato che la stessa operazione della creazione di Carige Italia distinta da Carige Liguria sarà sottoposta a una verifica di validità (le voci che si raccolgono parlano della chiusura di trenta filiali). Scontato l’aumento di capitale «nella quantità e nei modi che definiremo». Mentre gli avvocati preparano le munizioni per la causa di responsabilità nei confronti degli ex amministratori di Carige Assicurazioni Ferdinando Menconi e Diego Fumagalli (per Menconi interviene la prescrizione il primo dicembre) la cessione del ramo assicurativo si sta annunciando più difficoltosa del previsto. Il fantasma dell’ex presidente ventennale e padre-padrone Giovanni Berneschi è stato evocato dagli amministratori solo per dire che «non si è mai parlato di azioni nei suoi confronti» e per confermare che continua a presenziare in alcuni organismi istituzionali come l’associazione delle casse di risparmio.

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