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Operazione pulizia, la Borsa promuove Generali

«Non è un’iniziativa utilitaristica, tattica. Abbiamo guardato tutti gli asset a partire dalle riserve. Le svalutazioni incorporano l’allineamento agli standard di bilancio internazionali. Andavano fatte subito per renderci comparabili ai nostri concorrenti, e quindi trasparenti e comprensibili agli investitori». Così Mario Greco, group ceo delle Generali, spiega la ragione di fondo che ha portato il gruppo a effettuare svalutazioni nette per 1,7 miliardi, 1,3 nell’ultimo trimestre 2012 dopo una severa asset review. «Nel 2012 abbiamo avviato una profonda trasformazione di Generali e i risultati segnano un punto di svolta nell’evoluzione del nostro gruppo verso la best practice internazionale». Il risultato operativo del Leone sale da 3,9 a 4,2 miliardi, mentre l’utile netto passa così da 856 a 90 milioni. Viene però confermato il dividendo di 20 centesimi per azione. Il mercato dimostra di aver apprezzato l’operazione-pulizia e i conti della svolta visto che il titolo ha guadagnato il 9,35% a 13,33 euro.
L’impatto sul risultato finale dalla revisione effettuata nell’ultima parte dell’anno proviene per 792 milioni da svalutazioni sui titoli disponibili per la vendita, per metà di questa somma riferibile alla partecipazione pari al 2,9% in Intesa Sanpaolo, il cui titolo era in carico a 3 euro ed è stato portato al valore di mercato (1,25 euro la quotazione di ieri). L’altra partita significativa riguarda Telco (la holding che detiene il 22% di Telecom Italia ed è partecipata al 30% dal Leone): il nuovo impairment, che ha portato il valore in trasparenza del titolo del gruppo di telecomunicazioni da 1,5 a 1,2 euro, è stato di 1,3 miliardi, con una ricaduta in conto economico di 148 milioni. Poi sono stati svalutati finanziamenti e crediti per 118 milioni, immobili per 56 (soprattutto in Germania) e altri asset (come fondi di private equity ed hedge fund) per 156 milioni.
La ricaduta totale sul patrimonio è stata di 505 milioni, mentre sull’indice Solvency I (che misura stabilità e forza patrimoniale) l’impatto si è tradotto nel 2,7%. Ciò significa che il gruppo ha le spalle per sostenere una simile operazione di maxi pulizia, visto che nel 2012 il patrimonio netto è salito del 28% a 19,8 miliardi, grazie ai recuperi di valore di molti asset (come i bond sovrano, a partire da quelli italiani) e l’aumento dei mezzi propri si è riflesso sull’indice di Solvency portandolo a quota 150%, in crescita rispetto al 140% sui nove mesi e al 117% di un anno prima). Le svalutazioni, ha spiegato Greco, derivano tecnicamente dal fatto che in precedenza «si adottavano criteri non rispondenti agli standard internazionali: si allineavano i valori al mercato in presenza di una perdita che in media era del 50% per 36 mesi, mentre si è passati a una soglia unica del 30% nei 12 mesi».
Se il riallineamento dei valori non è «tattico», cioè direttamente preliminare a vendite di asset, ieri Greco ha ribadito l’atteggiamento «laico» verso il portafoglio equity sottolineato a Londra nell’investor day (il prossimo, di verifica sui dati sarà il 27 novembre): «Noi non pensiamo più di avere partecipazioni strategiche. Facciamo solo investimenti che riteniamo siano buoni per i soci». Di conseguenza, anche alle quote nei patti come Mediobanca o Rcs «guarderemo come a qualunque altra partecipazione: se sono buoni investimenti bene, altrimenti ci sarà un altro orientamento. Non è una questione di principio, ma pratica: dobbiamo dare un ritorno ai soci e dobbiamo fare le scelte migliori in questo senso». E a proposito del dividendo il group ceo ha confermato che Generali «cercherà di aumentarlo progressivamente». «La nostra politica è distribuire almeno il 40% dell’utile netto». Sulle dismissioni poi il top manager ha precisato: «Preferisco non dipingere scenari finché le cose non si sono veramente concluse. Siamo in discussione e abbiamo accordi di confidenzialità non solo sulle due vendite annunciate», Bsi e gli asset riassicurativi Usa, «ma anche in linea con l’obiettivo di dimissioni per 4 miliardi annunciato» a Londra con il piano strategico. «Siamo fiduciosi che le cose andranno avanti come nelle attese».
Infine, sull’esercizio 2013 Greco confida su «un miglioramento del risultato operativo complessivo, proseguendo sia nel processo di rafforzamento del capitale sia nella riduzione delle spese annunciata» con la «strategic review».

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