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Open Fiber, ultimo scoglio Cdp stringe per salire ancora

Ultimi ritocchi per dare il via libera al riassetto di Open Fiber. Oggi il consiglio della Cassa depositi e presiti torna a riunirsi per esaminare l’acquisto di una quota della società della fibra ottica dall’Enel, in modo da salire in maggioranza prima dell’ingresso del fondo Macquarie. Il board della Cdp si è incontrato anche ieri ma ha discusso solo del dossier Aspi per verificare i tempi e le modalità della chiusura dell’accordo con Atlantia. L’esame dell’operazione su Open Fiber è stato rinviato ad oggi, lasciando così il tempo agli advisor di sciogliere gli ultimi nodi dell’operazione e definire così la quota che dall’Enel passerà alla Cdp. La disponibilità della Cassa sarebbe fino al 10%, anche se basta l’1% per avere la maggioranza di Open Fiber, detenendo già l’altro 50%. La delibera è attesa per oggi, sebbene ieri sera non vi fossero certezze, se non sull’impegno degli advisor a fare di tutto per chiudere. Oggi era previsto anche il consiglio di Open Fiber per deve dare il gradimento a Macquarie, ma la riunione è stata messa in stand-by. Per deliberare serve l’accordo a monte. E potrebbe essere necessario ancora tempo.

Sono mesi che Cdp e Macquarie si stanno confrontando su come strutturare il riassetto di Open Fiber e sarebbero rimasti irrisolti alcuni passaggi previsti dallo schema proposto dagli australiani, su cui ieri era ancora in corso il confronto. Nulla di sostanziale. Si tratterebbe di questioni tecniche, che però tengono fermo un accordo da cui dipende anche l’avanzamento del piano per la rete unica con FiberCop. L’accordo tra la Cassa e Macquarie rientra infatti nel quadro più ampio dell’operazione di riassetto avviata con l’offerta presentata a settembre dell’anno scorso dal fondo australiano all’Enel per acquistare fino al 50% di Open Fiber. La proposta valutava tutta la società della fibra ottica 5,3 miliardi al netto del debito e in questi mesi il negoziato sarebbe proseguito mantenendo inalterata la cifra, che comprendeva alcuni meccanismi di compensazione. Il prezzo finale andrà comunque confermato dal consiglio dell’Enel quando arriverà il momento di deliberare. Dovrebbe succedere presto. Al momento non risulta ancora convocata una riunione del board ma l’offerta di Macquarie scade il 30 aprile e dunque entro la fine della settimana il gruppo guidato da Francesco Starace dovrà dare una risposta agli australiani.

Tutto lascia pensare che arriverà il via libera, ma più volte il dossier si è fermato per poi riprendere, e dunque attorno al tavolo c’è ancora grande cautela.

Laddove dovessero intervenire ritardi, non è escluso che l’Enel deliberi comunque di andare avanti e di perfezionare l’accordo con il fondo australiano. Può farlo attivando la clausola che consente di «spostare» il 50% di Open Fiber in una NewCo di cui il gruppo elettrico cederebbe poi una quota a Macquarie, che avrebbe il tempo di continuare a negoziare con la Cassa per poi completare l’operazione.

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