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Open Fiber piace a 15 banche

«Ci sono 15 banche interessate a entrare» nell’operazione di Open Fiber per la realizzazione della banda larga e ultralarga in Italia. Lo ha annunciato, ieri, Tommaso Pompei, a.d. di Open Fiber, jv tra Enel e Cdp, durante il seguito dell’audizione al senato sui recenti sviluppi del piano di realizzazione della banda larga e ultralarga. «Il nostro piano è stato approvato ad aprile e da aprile è partito il round di finanziamento. Si tratta di un project financing da circa 3 miliardi e spero che sia concluso entro fine anno», ha auspicato il manager.

Pompei ha spiegato che «la Banca europei degli investimenti ha reso pubblico che l’ambito degli interventi in favore di queste iniziative è pari a 500 milioni come mix di garanzie e di liquidità. Lo stesso è stato fatto per Telecom. La Bei sta completando una fase di due diligence su di noi per finalizzare le procedure del caso».

«Ora», ha proseguito, « siamo in contratto con 15-16 banche perché abbiamo dovuto limitarne il numero. Sono le maggiori banche americane, europee e italiane, tutte interessate a entrare in questa operazione», ha aggiunto. Secondo Pompei, sul mercato «c’è appetito per tre motivi. Il primo perché c’è molta liquidità in giro, poi perché questo è un grande investimento infrastrutturale e terzo per la natura del progetto che è tale da attirare questo tipo di interesse. Stiamo ragionando con queste 15 banche che subiscono il fatto che la Bei definisce il merito di credito dell’iniziativa sulla base del quale loro si attiveranno e faranno le operazioni conseguenti. Tuttavia le maggiori di queste banche si sono dette pronte a finanziare il piano anche prima che venga concluso questo processo», ha continuato Pompei. Per portare la fibra nelle aree bianche del Paese in concorrenza con l’incumbent, «siamo di fronte a un problema», ha aggiunto, «che è quello di non saper quantificare concretamente qual è questo intervento di Telecom, che è stato anticipato, e quali sono gli effetti che possono esserci sul nostro piano di infrastrutturazione, un tema che riguarda l’autorità concedente che è il ministero dello sviluppo e Telecom. Noi ci siamo limitati a rispondere a un bando che aveva delle condizioni, poi se quelle condizioni saranno modificate qualcuno lo valuterà e prenderà le decisioni conseguenti».

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