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Bitcoin, la scommessa di Musk: comprate Tesla, con la criptovaluta

Quando parla (o si muove) lui il mercato risponde con tempestività. Così ieri il bitcoin ha raggiunto un nuovo record storico a 44.595,1 dollari proprio dopo che Elon Musk ha fatto sapere di aver investito, attraverso Tesla, 1,5 miliardi di dollari sulla più blasonata delle criptovalute; una fiammata del 15% circa in meno di 20 minuti che ha portato la capitalizzazione di mercato a oltre 662 miliardi di dollari. E che ha spinto anche Wall Street a livelli record sia per il Dow Jones che per il Nasdaq.

Nel suo rapporto annuale inviato ieri mattina alla Sec, Tesla ha fatto anche sapere che in futuro accetterà i bitcoin come strumento di pagamento per i suoi prodotti, prevedendo inoltre la possibilità di acquisire e detenere asset digitali sia in forma occasionale sia per periodi di tempo più lunghi. «Abbiamo aggiornato la nostra politica di investimento a gennaio 2021 — spiega la società californiana nella comunicazione inviata alla Consob americana — Questo ci permetterà di avere una maggiore flessibilità, di aumentare la diversificazione e di massimizzare i rendimenti».

Un’iniziativa interessante, che però non sposta di molto gli equilibri sulla criptovaluta, commenta a caldo Christian Miccoli, fondatore di Conio, un’applicazione che consente di comprare e vendere bitcoin: «A fine gennaio Musk aveva adottato l’hashtag bitcoin sul suo profilo Twitter e questo è bastato a far salire il prezzo di 2.000 dollari, salvo poi vedere le quotazioni tornare indietro. Ci troviamo di fronte a un grande comunicatore, che con questa mossa non ha fatto altro che rendere maggiormente visibile un trend che era già in atto».

Nei giorni scorsi il fondatore di Tesla, che ormai sembra sempre più un crypto influencer, aveva manifestato il suo apprezzamento per un’altra moneta virtuale, il Dogecoin, definendola la «valuta del futuro». Gli effetti sul mercato non sono tardati ad arrivare e, dal 28 gennaio a oggi, i «Doge» sono passati da un prezzo di mercato di 0,0074 dollari a una quotazione attuale di 0,080 dollari. Un rialzo stratosferico, che ammonta a quasi il 1.000 per cento. E ora cosa succederà al bitcoin? Da giorni la moneta virtuale creata da Satoshi Nakamoto (uno pseudonimo dietro cui si nasconde un gruppo di informatici) si stava muovendo in laterale (ma con una elevata volatilità) al di sotto dei suoi precedenti record fatti segnare a inizio gennaio a 41.921,7 dollari (graficamente, stava disegnando un bottom arrotondato, che da un punto di vista tecnico è una figura rialzista). E sono bastate poche parole di Musk per far sì che i prezzi si spingessero con forza su nuovi massimi storici. Attorno al bitcoin si avverte tanta euforia. Chi prima era scettico ora comincia a cambiare idea (è il caso di Jp Morgan), mentre tanti altri stanno aprendo ai pagamenti in bitcoin. Non è un caso che negli ultimi anni siano aumentati anche gli strumenti quotati sui mercati regolamentati per prendere esposizione sulle criptovalute. In Svezia e Germania sono quotati diversi Etp emessi da 21Shares, VanEck e Xbt Provider. Con la possibilità di guadagnare anche sul calo del bitcoin.

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