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Opa Edison, vertice Consob-Edf

di Simone Filippetti

Il rebus Edison approda in Consob. Oggi i legali di Edf, il socio francese in procinto di diventare il padrone della compagnia italiana, si vedranno con la Commissione per una prima valutazione della vicenda. Ma c'è il rischio che si allunghino i tempi del riassetto di Edison. Dopo il divorzio da Delmi (la holding che raccoglie A2A, Iren, Sel, Alpiq e Mediobanca), il big transalpino non vuole lanciare un'Opa su Edison e, se proprio dovesse farlo, è disposto a riconoscere un prezzo che sia solo la media secca del titolo degli ultimi dodici mesi. Ne verrebbe fuori una «mini»-Opa, a un valore di circa 0,84 euro, che ha già messo in subbuglio i mercati e gli azionisti di minoranza.

La questione è spinosa ma soprattutto deve passare al vaglio della Consob, a cui Edf chiederà risposta sottoforma un quesito: formalmente la domanda, con la relativa documentazione, non risulta depositata. Ma tuttavia di fatto è come se lo fosse: da giorni sono in corso contatti serrati tra i legali dei francesi, gli studi Cleary Gottlieb e Clifford Chance, e gli uomini di Giuseppe Vegas. Oggi, poi, è previsto un incontro cruciale in Consob tra le parti: dall'esito si avrà una prima indicazione. La commissione ha tutti gli elementi per valutare preliminarmente la questione: finito il giro di incontri conoscitivi, Edf presenterà il quesito, ma prima di farlo ha bisogno di capire quale sia l'orientamento di fondo. Non è stato possibile ieri ottenere una conferma sui rumors dalla commissine, nè da Edf. Tuttavia, il nodo è un altro: la risposta di Consob potrebbe non essere immediata. Rumors di ambienti vicini al dossier sostengono che i tempi potrebbero allungarsi fino 30 o addirittura 60 giorni. In ogni caso, un responso difficilmente arriverebbe prima della scadenza del 30 novembre, data a cui sono stati prorogati eccezionalmente i patti parasociali per permettere che Edf e Delmi definiscano i dettagli dell'intesa.

Un simile scenario, però, porterebbe a un effetto domino sui tempi dell'operazione: se Consob non concedesse l'esenzione dall'Opa, come sembra essere il sentiment dominante sul mercato, e imponesse il lancio di un'offerta su Edison, andrebbero aggiunti altri 60 giorni più i tempi tecnici per l'approvazione del prospetto informativo. Con in più la spada di Damocle legata all'Opa: dovesse Edf essere costretta ad aumentare il prezzo, tutto l'accordo con gli italiani di Delmi, raggiunto a fatica nel vertice di Parigi di fine ottobre, andrebbe rinegoziato. Il che porterebbe a ulteriori ritardi.

Nel migliore dei casi, comunque, c'è la possibilità che il riassetto Edison slitti di 3-4 mesi, di fatto andandosi a sovrapporre con l'assemblea dove è atteso un ricambio ai vertici con l'uscita dell'attuale ad Bruno Lescoeur, arrivato pochi mesi fa a sostituire Umberto Quadrino. Alla fine però non è detto che questo scenario non possa avere dei vantaggi: il numero uno Henri Proglio è disposto, come gesto di apertura verso il Paese, a nominare un ad italiano e quindi le due partite potrebbero arrivare a coincidere.

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