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Opa Edison al vaglio della Consob

di Simone Filippetti

La Consob è già al lavoro sul dossier Edison. Nel fine settimana, a tarda sera, il colosso elettrico francese Edf ha presentato l'atteso quesito sull'Opa che sarà lanciata post-riassetto di Foro Buonaparte. È l'ultimo ostacolo per sancire, dopo nove mesi di trattative, la separazione tra italiani e francesi dalla storica compagnia elettrica milanese.
Proprio mentre i soci italiani di Delmi trovavano la quadra sul nodo Edipower, al termine di una settimana convulsa che aveva rimesso tutto in discussione, il gruppo transalpino guidato da Henri Proglio ha depositato la richiesta, già preannunciata al mercato, per lanciare un'Opa «low cost» su Edison.
Edf diventerà il dominus di Foro Buonaparte: in base all'«Accordo di Santo Stefano», l'azienda parigina salirà all'80% della compagnia milanese (di cui aveva già un 20% diretto e un 30% attraverso la subholding Transalpina di Energia che sarà sciolta). Acquisendo il 30% che è in mano agli italiani, scatterà un'Opa obbligatoria. Il nodo è il prezzo: Edf vorrebbe lanciarla a 0,84 euro, che è lo stesso prezzo riconosciuto agli italiani per la loro quota del 30 per cento. Casualità, è anche lo stesso prezzo a cui Edf intendeva lanciare un'eventuale Opa lo scorso autunno in base alla vecchia bozza di accordo, poi cassata. Insomma, i francesi hanno sempre avuto in mente di non voler spendere più di 0,84 euro. Ora bisogna vedere se la Consob sarà d'accordo: dal punto di vista tecnico non c'è nessuna obiezione possibile, tuttavia i commissari potrebbero far rientrare altri elementi nella valutazione. Il riassetto, infatti, si basa su uno scambio di asset: i francesi acquistano il 30% di Edison da Delmi che a sua volta rileverà il 50% di Edipower detenuto da Edison. Non c'è, dunque, solo il prezzo pagato da Edf per le azioni Edison a determinare il fair value dell'Opa, ma, è la tesi che si starebbe facendo largo in Consob, anche i contratti che regolano l'operazione Edipower.
Per legge, la commissione non è tenuta a risponder ai quesiti che le vengono sottoposti, né tantomeno è fissata una tempistica per un'eventuale risposta. Prassi vuole, però, che Consob dia una risposta in tempi ragionevoli. La settimana scorsa si era pure diffusa l'indiscrezione che gli uomini di Giuseppe Vegas avrebbero chiesto a Edf di rendere pubblico il documento, sulla base di alcuni precedenti degli ultimi tempi. Tuttavia, a ieri sera, non c'era alcuna evidenza di una possibile pubblicazione.
Sul fronte italiano, invece, è, arrivata l'ufficializzazione dell'accordo anche per i soci minori di Delmi che subito dopo l'accordo di dicembre avevano mostrato segni di insofferenza, arrivando a minacciare una loro uscita da Delmi. La frattura si è poi ricomposta e ieri è arrivata la firma sull'intesa. Dolomiti Energia ha siglato con gli altri soci di Delmi la nuova struttura dell'azionariato e di governance: l'attuale quota del 10% di Dolomiti Energia in Delmi, scenderà al 7% in Edipower. Ai trentini, poi, spetterà un posto nel cda di Edipower.

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