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Opa Edison, affondo sul prezzo

di Francesca Basso

MILANO — Infine i quesiti di Edf e A2A, precondizioni al buon successo dell'accordo per il riassetto di Edison, sono arrivati ieri sul tavolo della Consob, che si esprimerà nelle prossime settimane: i legali dei francesi e degli italiani hanno depositato la richiesta di esenzione dall'obbligo di proporre un'Opa sulle minoranze di Foro Buonaparte e il quesito sul prezzo dell'eventuale offerta.
Tra otto giorni scade il patto di sindacato tra Edf e Delmi, la holding che riunisce i soci italiani, ed entro quella data — il 30 novembre — l'accordo di massima siglato a Parigi il 27 ottobre scorso, dopo sei mesi di stallo, dovrà diventare definitivo. Ma lo sarà con riserva. Dipende dalle risposte dell'Autorità di vigilanza della Borsa. Edf spera di ottenere dalla Consob l'esenzione al lancio dell'Opa sul flottante di Edison (pari al 20% del capitale), con la motivazione che si tratterebbe di un'operazione industriale. Se la Commissione non dovesse concedere l'esenzione (come pare sia probabile) perché individua un cambio negli assetti di controllo di Edison in conseguenza degli accordi sul riassetto, si aprirebbe lo scenario dell'Opa che, in base all'intesa raggiunta tra i soci, dovrebbe avvenire a un prezzo rappresentato dalla media del titolo degli ultimi 12 mesi (circa 0,84 euro). Ma la Consob dovrà esprimersi anche sul prezzo dell'eventuale Opa. Tuttavia, su questo punto venerdì scorso il direttore finanziario di Edf Thomas Piquemal era stato chiaro: «Se dovessimo lanciare un'Opa e il prezzo fosse più alto della media degli ultimi 12 mesi, allora dovremmo rinegoziare l'intero accordo».
L'intesa tra Edf e Delmi è stata trovata su un'Opa senza premio per le minoranze. La Consob affronterà anche questo punto. L'operazione che porterà al riassetto di Edison è piuttosto complicata e coinvolge anche asset industriali. Edf diventa azionista di maggioranza di Edison con circa il 50% e Delmi scende al 31% circa; spacchettamento delle centrali di Edipower fra i vari azionisti; possibilità per gli italiani di uscire da Edison fra tre anni a favore dei francesi a fronte di una opzione put legata per il 75% della partecipazione al fair market value del titolo e per il 25% al risultato operativo del gruppo a tre anni. Il tutto rende difficile il calcolo del prezzo della put oggi e per questo Edf punta a ottenere per l'Opa un prezzo allineato all'andamento del titolo negli ultimi dodici mesi. Cosa deciderà la Consob? In caso di Opa obbligatoria, le ipotesi sono diverse: oltre a quella che vedrebbe la Commissione a favore di un premio, se ne aggiunge un'altra secondo la quale l'Authority applicherebbe per la prima volta una sorta di earn out, una garanzia per la differenza tra il prezzo che verrebbe pagato ora e quello che prenderanno le utility italiane (al momento ancora legate da un patto di sindacato con i francesi) grazie all'opzione che potranno esercitare fra tre anni.
La palla ora è nel campo della Consob, che si prenderà il tempo necessario per approfondire e decidere. Comunque A2A ha convocato per il 29 novembre, vigilia della scadenza del patto di sindacato, il consiglio di sorveglianza e di gestione. Insomma, avanti ma con riserva.
 

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