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Oneri, tagli e risorse nelle pieghe della manovra

Non solo misure strutturali sulla casa, il lavoro, la previdenza, la spesa pubblica. Il disegno di legge di stabilità che si prepara ad affrontare il cammino parlamentare si regge anche su una serie di interventi “minori”, sparsi nelle pieghe del maxi-provvedimento. Novità che si muovono, così come le altre previste dal Governo, su tre fronti: taglio di costi, introduzione di oneri e stanziamento di risorse.
Al primo versante può essere ascritta, per esempio, la decisione di affidare ai presidenti delle commissioni tributarie regionali la funzione di Garante del contribuente. Oggi quel compito viene svolto da persona designata dal presidente della commissione tributaria regionale, alla quale è riconosciuto – così come prevede la legge 212 del Duemila sullo Statuto del contribuente – un compenso. Dal 1° gennaio prossimo le mansioni degli attuali Garanti passeranno nelle mani dei presidenti delle commissioni tributarie regionali (sempre che nella circoscrizione della commissione sia compresa la direzione regionale dell’agenzia delle Entrate), consentendo così di tagliare emolumenti e rimborsi, perché il trasferimento di competenze dovrà avvenire senza oneri a carico delle finanze statali.
Punta a contenere le spese anche la norma sull’«election day»: il risparmio atteso è di 100 milioni nel triennio 2014–2016. Già una delle prime manovre anti-crisi (il decreto 98/2011) aveva previsto che le elezioni politiche amministrative si tenessero in una sola data nel corso dell’anno. La legge di Stabilità va oltre e restringe il campo a un solo giorno: i seggi dovranno restare aperti soltanto una domenica l’anno, dalle 7 alle 22.
Anche il trasferimento al ministero dell’Economia del capitale sociale della società Promuovi Italia, la Spa che assicura assistenza tecnica alle pubbliche amministrazioni, va letto in chiave di contenimento dei costi. La novità dovrebbe essere inquadrata come un più generale intervento sull’Agenzia nazionale del turismo (l’Enit), che detiene l’intero pacchetto azionario di Promuovi Italia e che in una delle prime bozze della legge di Stabilità veniva indicata tra gli enti da sopprimere, insieme ad altri nove organismi.
Per quanto riguarda l’introduzione di nuovi oneri, va segnalato – sempre rimanendo alle misure più marginali – il contributo di 50 euro previsto per l’accesso agli esami di avvocato, notaio e magistrato, a cui si affianca quello di 75 euro per la prova che devono sostenere i legali che intendono patrocinare in Cassazione. Non si tratta dell’unico intervento in materia di giustizia. Viene, infatti, risolto, seppur temporaneamente, il problema dei giudici ordinari e di quelli di pace prossimi alla scadenza del mandato e non più riconfermabili: potranno rimanere in servizio fino alla riforma della magistratura ordinaria e comunque non oltre il 31 dicembre 2014 (si veda anche l’articolo sotto). Inoltre, il settore è interessato da un’iniezione di risorse, come quelle che consentiranno di assumere nel 2014 magistrati ordinari oltre la quota già stabilita. Per tale reclutamento aggiuntivo vengono stanziati 43,9 milioni per il 2014 e 2015 e 31,2 milioni a partire dal 2016.
Sempre in tema di stanziamenti, oltre quello per il semestre di presidenza italiana a Bruxelles, che partirà nel luglio 2014, ci sono i 90 milioni del fondo istituito presso il ministero dell’Ambiente (10 per il 2014, 30 per il 2015 e 50 per il 2016) per finanziare un piano straordinario di tutela e gestione delle acque, con la finalità principale di potenziare la capacità di depurazione degli scarichi urbani. Sessanta milioni sono, invece, destinati al fondo che la legge di Stabilità istituisce per finanziare un piano straordinario di bonifica delle discariche abusive.
Il tema ambientale viene affrontato anche con le misure contro il dissesto idrogeologico, imponendo che i soggetti competenti presentino al Cipe entro il 30 aprile 2014 il cronoprogramma degli interventi cantierabili e la lista dei progetti già avviati. Se entro la fine del 2014 nulla sarà stato fatto, i finanziamenti statali per intervenire a difesa del suolo saranno revocati.
Tra le novità minori ci sono anche quelle relative all’università e ai beni culturali. La prima riguarda, in particolare, la facoltà di medicina, le cui specializzazioni nelle classi medica, chirurgica e dei servizi clinici possono essere conseguite con 300 crediti formativi acquisiti in 4 anni e non più 5. I beni culturali, invece, vengono interessati dalla ridefinizione dei criteri per assegnare i contributi statali alle istituzioni culturali. I nuovi parametri dovranno essere fissati all’insegna della semplificazione e della trasparenza, nonché di una serie di requisiti (assenza di finalità di lucro, rilevanza nazionale e internazionale, svolgimento di attività di ricerca eccetera) che gli enti candidati agli aiuti di Stato dovranno possedere. L’obiettivo è evitare gli sprechi e i finanziamenti a pioggia.

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