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Ondata di tagli nelle banche tedesche

Raffica di tagli occupazionali nelle banche europee, soprattutto in Germania, dove la concorrenza nel retail banking sta inducendo gli istituti di credito a comprimere i costi, mentre un rapporto dell’agenzia di rating Moody’s sul settore, pubblicato ieri, sostiene che le condizioni di mercato resteranno difficili anche nel 2013.
Commerzbank, la seconda banca privata tedesca, ha annunciato ieri l’intenzione di eliminare fra i 4 e i 6mila posti di lavoro, in base a un piano che sarà discusso con il sindacato a partire dal mese prossimo e che verrà completato entro il 2016. La banca, che ha sofferto gravi perdite nella crisi, a causa della pesante esposizione al debito pubblico greco e a settori come gli immobili commerciali e il trasporto marittimo, soffre nel retail banking delle difficoltà nell’assorbire l’acquisizione di Dresdner Bank, rilevata nel 2008 e che non ha mai assicurato le sinergie attese. Commerzbank ha una delle più grandi reti di filiali in Germania, circa 1.200. Aiutata dallo Stato dopo la crisi, è tuttora per il 25% in mano pubblica. Il piano di tagli di personale fa parte di un programma di ristrutturazione annunciato nel novembre scorso. In base a questo programma, Commerzbank punta a un utile operativo nel reatil, da qui a 4 anni, di 500 milioni di euro, la metà di quanto previsto all’acquisizione di Dresdner.
Un’altra ricaduta dell’operazione Dresdner è emersa ieri quando la compagnia di assicurazione Allianz, che aveva ceduto la banca alla Commerz e al tempo stesso aveva creato una sua rete di 45 filiali bancarie per recuperarne parte della clientela, ne ha annunciato ieri la chiusura totale, con la perdita di 450 posti di lavoro. Anche Hvb, la controllata tedesca di Unicredit, secondo indiscrezioni non commentate dalla banca, avrebbe in programma tagli di personale per 600 unità. Secondo fonti del settore, nessun contatto sarebbe stato avviato per ora con il sindacato.
Intanto, alcune delle grandi banche tedesche tedesco verranno sottoposte da parte dell’organo di vigilanza Bafin a un esercizio di simulazione della separazione fra attività bancaria tradizionale e investment banking, come previsto nella proposta del gruppo di lavoro europeo presieduto dal governatore della Banca di Finalandia, Erkki Liikanen. Le proposte sono state criticate pubblicamente dall’amministratore delegato di Deutsche Bank, Anshu Jain, secondo cui danneggerebbero la clientela.
Il taglio di posti di lavoro nel settore bancario non si limita alla Germania. In questi giorni, in Gran Bretagna, Lloyds Bank, altra banca parzialmente nazionalizzata dopo la crisi, ha annunciato che eliminerà 940 lavoratori, mentre Barclays sta considerando di ridurre il personale nell’investment banking fino a 2mila persone. La svizzera Ubs ha annunciato alla fine dello scorso anno una ristrutturazione radicale con il taglio di 10mila posti e la chiusura di alcune attività di investment banking.

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