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Ombrello sulle banche

Il ministero dello sviluppo economico (Mise) interviene a copertura del mancato pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti, che erano state sospese dal decreto legge «Cura Italia» (n. 18/2020) a causa del Covid-19. Con il decreto del 9 luglio 2020 il dicastero guidato da Stefano Patuanelli ha approvato le modalità operative di intervento, attraverso il rilascio di garanzie a favore degli istituti eroganti da parte del Fondo Pmi (l.662/96), della sezione speciale istituita dall’art. 56 del dl 18/2020, la cui dotazione iniziale di 1,73 miliardi di euro è stata poi ridotta a 1,43 miliardi dal decreto liquidità. La norma ha stabilito misure di sostegno finanziario alle Pmi con esposizioni debitorie nei confronti di banche, società di leasing, ecc.

Il decreto, per la cui approvazione si è reso necessario attendere l’autorizzazione della Commissione europea, la quale ha stabilito che l’intervento in esame non è da considerarsi aiuto di stato, prevede il rilascio di una garanzia del 33% a favore degli istituti di credito, in relazione alle seguenti misure previste dal Cura Italia, concesse a favore delle Pmi:

a) irrevocabilità, in tutto o in parte, fino al 30 settembre 2020, delle aperture di credito a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020;

b) proroga fino al 30 settembre 2020 dei prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima della predetta data;

c) sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate dei mutui o dei canoni di leasing in scadenza prima della predetta data.

La richiesta di escussione della garanzia può essere effettuata dagli istituti di credito, previo avvio delle procedure di recupero nei confronti delle Pmi inadempienti (che deve avvenire entro 18 mesi dal 30 settembre 2020).

Per «inadempimento» si intende:

1) per le operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura di cui al punto a):

– il mancato pagamento delle somme dovute per capitale ed interessi a fronte della revoca o risoluzione dell’operazione, ovvero

– il mancato pagamento delle somme dovute per capitali ed interessi alla scadenza dell’operazione;

2) per le operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura di cui al punto b), il mancato pagamento delle somme dovute per capitale ed interessi alla scadenza dell’operazione;

3) per le operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura di cui al punto c), il mancato pagamento delle somme dovute per capitali ed interessi relative a una o più rate di prestiti o a uno o più canoni leasing;

4) per tutte le operazioni finanziarie che hanno beneficiato di una delle misure di sostegno previste dall’art. 56, comma 2, del Cura Italia, l’ammissione del soggetto beneficiario finale ad una procedura concorsuale.

La garanzia è cumulabile, sulla stessa operazione finanziaria, con altre garanzie pubbliche già concesse in favore della medesima Pmi, fatta eccezione per le altre garanzie del Fondo, e fermo restando i limiti di cumulabilità previsti dalla disciplina specifica delle altre garanzie pubbliche. La garanzia è altresì cumulabile, sulla stessa operazione finanziaria, con altre garanzie private.

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