Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ombrello Cig all’ultimo round Al top manifattura, aerei e auto

Sono l’industria manifatturiera, il trasporto aereo e la produzione di auto alcuni dei settori che hanno avuto il maggior numero di ore di cassa integrazione autorizzate nel 2020, per far fronte alle difficoltà economiche scatenate dalla pandemia di Covid 19. Pesano molto meno, in termini di ore di Cig autorizzate per addetto, altri settori messi in crisi dalle misure restrittive, come quello degli alberghi e dei ristoranti oppure le attività ricreative e culturali.

Il sostegno all’occupazione

I dati Inps elaborati dal Sole 24 Ore del Lunedì rispecchiano così le differenze contrattuali e di tutele fra i lavoratori impegnati nei vari comparti. Più lavoro subordinato a tempo indeterminato – tutelato dall’ombrello della cassa integrazione Covid – nella manifattura e nelle grandi aziende. E più lavoro stagionale e con formule flessibili in altri settori, che sono stati sostenuti nel contesto emergenziale tramite indennità diverse dalla Cig.

Certo è che il nuovo Governo dovrà fare i conti con una situazione senza precedenti: 4,3 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate nel 2020, per 6,9 milioni di lavoratori, e per una spesa che ha già raggiunto 19 miliardi erogati da marzo a dicembre. Con il blocco dei licenziamenti che scade il 31 marzo, insieme all’ultima tranche di cassa integrazione Covid ordinaria (per assegno Fis e cassa in deroga c’è ancora tempo fino al 30 giugno). Al conto si aggiungono 444mila posti di lavoro già persi secondo l’Istat, rispetto al 2019, che hanno penalizzato per lo più lavoratori dipendenti (a termine), autonomi, e – anche se probabilmente sfuggono alle statistiche – una quota di irregolari.

Quest’anno si potrà attingere a maggiori fondi europei per le politiche attive (la bozza approvata dal Governo Conte prevedeva di destinare 12 miliardi a politiche per il lavoro e sostegno dell’occupazione, tra Recovery Fund e programma React Eu) e, per gli ammortizzatori, ai prestiti Sure, finanziati da obbligazioni sociali emesse dalla Ue: l’Italia è già stata autorizzata a usarne 27,4 miliardi.

Il bilancio degli ammortizzatori

Da gennaio a dicembre complessivamente sono state autorizzate più di 2,96 miliardi ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) alle quali si aggiungono circa 1,37 miliardi di assegni del Fondo di solidarietà. Per fare un confronto, in tutto il 2020 sono state autorizzate quasi le stesse ore del quadriennio tra il 2009 e il 2012, quando le integrazioni salariali toccarono i massimi livelli registrati prima della pandemia. Anche se il tiraggio effettivo (cioè il consumo reale) delle ore autorizzate a luglio era fermo al 42%, nella seconda parte dell’anno potrebbe essere salito (il dato Inps relativo al secondo semestre non è disponibile): proprio nel 2008 fu del 76% per poi scendere nel 2009 al 65%.

È solo rapportando le ore autorizzate al numero di posizioni lavorative del settore privato (platea potenziale dei beneficiari) che l’impatto diventa concreto: in media si contano 212 ore di cassa nel 2020 per singolo addetto. Che corrispondono a circa 26 giornate lavorative piene (da 8 ore), anche se la cassa “copre” sia le sospensioni, sia le riduzioni di orario. Cifre che, se analizzate per settore, fanno emergere divari da capogiro: si impennano nelle attività manifatturiere (in particolare metallurgia, meccanica, tessile e automotive) con oltre 200 giornate lavorative di cassa integrazione autorizzate in media per singolo addetto. Per poi passare a 186 giornate nel trasporto aereo, 48 nel commercio al dettaglio oppure 43 nelle costruzioni. Più limitato il ricorso alla Cig, quasi tutta in deroga (viste le più ridotte dimensioni delle imprese), nelle attività ricreative e culturali (23 giornate in media) e in alberghi e ristoranti (15,6 giornate). E anche il tiraggio potrebbe essere differente tra i settori.

Le prossime sfide

In attesa di capire se alcuni segnali di tenuta emersi nella manifattura, nelle costruzioni e nel turismo (almeno durante l’estate scorsa) saranno confermati, il prossimo Governo dovrà decidere come procedere sul blocco dei licenziamenti. La rimozione simultanea del divieto di recesso e della Cig-Covid potrebbe avere, secondo alcuni economisti, l’effetto di una brusca caduta dell’occupazione (cliff effect). Per Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, «è ancora necessario prorogare il blocco dei licenziamenti, la cassa Covid e le altre indennità a tutela dei lavoratori. Bisogna poi far partire una stagione di investimenti pubblici e privati e puntare sulla crescita». Gli ammortizzatori sociali, secondo Sbarra, vanno riformati: «È necessario semplificare il sistema – continua – e rendere più veloci i pagamenti ai lavoratori, ampliare le tutele della cassa integrazione alle piccole e micro-imprese, e creare un collegamento tra politiche attive e passive del lavoro, tramite la formazione».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa