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Oltreconfine il 74% dei capitali

Il 74% delle attività emerse con la procedura di collaborazione volontaria resta oltreconfine. Attraverso il rimpatrio giuridico quasi 44 miliardi di euro (per la precisione 43. 831.266.627 euro) restano dove sono sempre stati impegnandosi a saldare i conti con il fisco per il passato e per il futuro. Solo il 26% dei capitali emersi sceglie la strada Italia e varca in fatto e in diritto i confini nazionali. È questa la fotografia che scatta l’Agenzia delle entrate fornendo i dati sulle attività emerse per regione dell’operazione voluntary disclosure che ha chiuso la finestra per la regolarizzazione dei capitali lo scorso 30 novembre. Poco meno della metà delle istanze di voluntary disclosure, inoltre, sono lombarde. Secondo i dati, elaborati per il ministero dell’economia dall’Agenzia delle entrate e presentati ieri a Roma, il 49,07% è padano. Più precisamente 63.580 domande trasmesse dalla Lombardia con un gettito stimato che arriva dalla sola Lombardia pari a più di 1 miliardo e 700 milioni. L’Agenzia ha focalizzato la sua attenzione nelle slide su sette regioni maggiormente rilevanti ai fini della collaborazione volontaria. Al secondo posto il Piemonte con 17.442 istanze presentate. Sul territorio piemontese emergono 6 miliardi 873 milioni e 224.806 euro. Una quota pari al 13,46% sul totale nazionale. Segue l’Emilia Romagna con 9.343 istanze pari a 5 miliardi 823 milioni e 719.005 euro. Il Veneto vede rientrare attraverso 7.811 domande 3.658.340.581 euro, pari al 6,14% del totale nazionale. Il Lazio con 7.122 domande registra il 5,50% per un totale di attività estere emerse pari a 4.783.407.070 euro. La Liguria segue con 7.107 istanze, che valgono 2.996.569.880 euro pari a 5,49% sul totale nazionale. Chiude la Toscana con 5.325 domande dal valore di poco più di 3 miliardi e una percentuale che incide del 4% rispetto al totale nazionale. Due i fanalini di coda Molise e Basilicata con rispettivamente 97 e 88 domande emerse. Una scelta che accomuna il 74% degli istanti è quella di lasciare all’estero le ricchezze emerse avvalendosi della possibilità offerta dal rimpatrio giuridico. Saldato il conto fiscale per il passato e di conseguenza preso l’impegno per il futuro i beni restano però oltre i confini nazionali. Gli adempimenti in questo caso sono affidati a gestori nazionali o alle stesse banche attraverso il veicolo delle società fiduciaria. Insomma dei 59 miliardi e mezzo di ricchezze emerse di fronte agli occhi dell’amministrazione finanziaria solo 15, 7 miliardi sono fisicamente rientrati a pieno titolo nei canali italiani, il 26% circa di tutti i valori.

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