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“Oltre 14 miliardi per crescere ancora, fondi anche in Italia”

ROMA
Quando la lotta per la supremazia nell’hi-tech e nel mondo degli smartphone arriva a livello globale, le scelte che dettano le caratteristiche di un nuovo modello sono fondamentali per il successo. Un ritornello che suona da anni in casa Apple e che ha fatto dell’iPhone un’icona. Ecco perché l’altro grande protagonista del settore, la coreana Samsung, «punta tutto su ricerca e sviluppo globali e investe – anche in Italia – 14 miliardi di dollari per restare al vertice del mercato», come spiega Carlo Barlocco, presidente di Samsung Electronics Italia. «E l’appuntamento del Mobile World Congress di Barcellona è un passaggio fondamentale. Qui dimostreremo con il nuovo S7 che non stiamo solo difendendo le posizioni ma puntiamo decisamente sull’alto di gamma e la qualità».
A proposito di investimenti in ricerca e sviluppo: cÕ• qualcosa del nostro Paese nei vostri smartphone evoluti?
«Certamente. Anche se noi non concentriamo in un solo Paese le attività, a Milano abbiamo un centro di eccellenza (il Design center) che assieme alle altre altre sette unità simili nel mondo, contribuisce a far convergere stile e design italiani nei prodotti ».
Cosa ci attende in futuro?
«Il cosiddetto device non si usa quasi più per parlare ma per fare molto altro. E le immagini sono fondamentali. Ecco perché quando si sviluppa uno smartphone è importante l’ecosistema visto che questo apparato diventerà il cuore delle nostre connessioni ».
Il cellulare che diventa un estensione del corpo?
«Sì. Noi vediamo una continua espansione delle funzionalità degli smartphone. E pensiamo ad un futuro nel quale questo oggetto diventerà il centro nevralgico del comando nelle nostre auto, per regolarne tutti gli aspetti, dal navigatore alla musica, dalla posizione dei sedili fino alla temperatura. Lo stesso vale per la domotica, con il comando a distanza degli elettrodomestici di casa. Per non parlare di Internet e delle altre connessioni. Un’ulteriore evoluzione ci sarà poi con i sistemi “wearable”, ossia indossabili, per la misurazione delle funzioni corporee e la regolazione del calore».
Un ultima domanda: che ne pensa del caso iPhone e del rifiuto di Apple di sbloccare il cellulare del killer di San Bernardino?
«Le do una risposta a titolo personale: da cittadino e da utilizzatore, la posizione di Cupertino mi sembra legittima. Non è Samsung che parla, però da commentatore non vedo nulla di negativo».
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