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Oltre 100 mila segnalazioni

Antiriciclaggio, segnalazioni in crescita: nel corso del 2016 l’Uif (Unità di informazione finanziaria di Bankitalia) ne ha ricevute 101.065, con un incremento di oltre 18 mila unità rispetto al 2015. Le segnalazioni, secondo Bankitalia, hanno riguardato transazioni sospette per un importo complessivo di oltre 88 miliardi di euro, più di 150 miliardi se si tiene conto anche delle operazioni solo tentate. I dati sono stati forniti ieri a Roma in occasione della presentazione ufficiale del rapporto annuale dell’Unità, il cui direttore, Claudio Clemente, ha sottolineato il fatto che il superamento della soglia delle 100 mila segnalazioni, più che raddoppiate negli ultimi cinque anni (nel 2011 erano 49.075), pone in evidenza la persistenza di un trend di crescita avviatosi già a partire dal 2008, ulteriormente accelerato nel corso del 2016 anche in conseguenza del significativo numero di segnalazioni originatesi da operazioni di voluntary disclosure (21.098). Quasi la metà (il 48%) delle segnalazioni complessive risulta essere stata inviata all’Uif entro 30 giorni dall’esecuzione dell’operazione sospetta (nel 2008 erano soltanto il 20%). Più che raddoppiate le segnalazioni sospette di finanziamento del terrorismo: 741 nel 2016 rispetto alle 273 del 2015. In tale ambito è stato ricordato che nel maggio 2016 l’Uif ha attivato un portale Internet dedicato alle modalità e alle caratteristiche del finanziamento del terrorismo che rappresenta una fonte di conoscenza di informazioni e documentazione, anche di provenienza estera e spesso di non immediata reperibilità. Il direttore dell’Uif ha poi evidenziato il fatto che negli ultimi anni, a causa anche della crescente attenzione all’utilizzo del denaro contante, è molto cambiato il modo in cui vengono trasferiti fondi e beni patrimoniali a fini corruttivi. Le analisi delle Sos (Segnalazioni operazioni sospette) inviate all’Uif hanno permesso di ricostruire casi di rilevanti trasferimenti realizzati tramite triangolazioni con soggetti esteri ovvero apparentemente legittimati da attività consulenziali o di altra natura, fittizie compravendite di opere d’arte, acquisto di beni di lusso o di proprietà immobiliari con fondi messi a disposizione, dietro schermatura, dal soggetto corruttore. Anche per questo motivo a banche, intermediari e professionisti viene raccomandata un’approfondita verifica della clientela e delle operazioni che vedono il coinvolgimento di società, trust e altre strutture estere volte a schermare beni di pertinenza di soggetti indagati in Italia. Sulla scorta di un’esperienza congiunta con altre realtà europee, l’Uif dà conto di aver avviato nel 2016 un progetto per delineare le caratteristiche soggettive e finanziarie comuni alle segnalazioni per le quali le indagini di polizia avevano rilevato la connessione col traffico migranti.

Fabrizio Vedana

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