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Ok agli onorari ridotti

Il notaio che, in diversi atti di pubblicazione di testamenti, sia ricorso alla clausola di esonero dalla trascrizione degli acquisti immobiliari mortis causa, chiedendo onorari ridotti, non è soggetto alla sanzione disciplinare della censura.

Lo ha stabilito la seconda sezione civile della Corte di cassazione con la sentenza n. 4485 dello scorso 25 febbraio.

I giudici di Piazza Cavour si sono espressi su un caso in cui la commissione regionale di disciplina irrogava a un notaio la sanzione disciplinare della censura per aver violato i principi di deontologia professionale notarile, facendo ricorso, in diversi atti di pubblicazione di testamento olografo e di attivazione di testamenti pubblici, a clausole di esonero dall’obbligo di trascrivere i relativi acquisti immobiliari mortis causa.

Il professionista, inoltre, riducendo gli onorari richiesti, poneva in essere atti di concorrenza sleale e comprometteva, così, il decoro e il prestigio della classe notarile.

Secondo gli Ermellini «non è dubbio che l’art. 2648, 1° comma c.c. imponga le trascrizione dell’acquisto del legato immobiliare, e che ai sensi dell’art. 2650, 1° comma c.c. la relativa omissione produca l’inefficacia di ulteriori trascrizioni e iscrizioni a carico dell’acquirente. Parallelamente, e tenuto conto del fatto che il legato si acquista senza necessità di accettazione (art. 649, 1° comma c.c.), sul notaio che proceda alla pubblicazione di un testamento contenente l’attribuzione di un legato immobiliare incombe un duplice obbligo, civile e deontologico, di provvedere alla trascrizione. Diversamente avviene, invece, nel caso di istituzione di erede ex re certa, allorché, cioè, il testatare includa nella quota dell’erede uno o più immobili determinati, atteso che l’acquisto dell’eredità richiede l’accettazione (art. 459 c.c.)».

A parere della Suprema corte risulta, poi, del tutto priva di fondamento anche la doglianza relativa all’esclusione della violazione del divieto di illecita concorrenza, sottesa, alla generalizzata prassi dell’inserimento delle ridotte clausole di esonero della trascrizione: «ove pure vi fosse (stato) un atteggiamento negligente, il limitarsi a farsi corrispondere onorari e spese per le prestazioni effettivamente erogate non può essere ragionevolmente inteso come indice sicuramente rivelatore di un intento di slealtà e di concorrenza indebita nei confronti della classe notarile nel suo insieme».

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