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Oggi la Bce può tagliare i tassi europei

MILANO — Conto alla rovescia per la riunione della Bce. Le attese della vigilia sono quasi unanimi, per un taglio dello 0,25% del tasso di riferimento. Non sarebbe una decisione di poco conto: innanzitutto perché i tassi ufficiali Bce – l’equivalente di quello che una volta era il tasso di sconto deciso da Bankitalia – sono già compressi a livelli record in assoluto (sono fermi all’1% dallo scorso 8 dicembre); inoltre, occorre tener presente che un taglio di 25 centesimi rappresenta la riduzione di un quarto rispetto al valore di partenza, il 25% in meno.
Comunque, il taglio dei tassi è una mossa attesa e, in questo momento, considerata quasi scontata. «Di sicuro è un segnale politico importante – spiega Claudia Segre, segretario generale Assiom Forex, l’associazione dei tesorieri di banche e imprese – e se le aspettative venissero disattese ci sarebbe molta delusione». Gli operatori danno molta importanza alla riduzione dei tassi, anche maggiore rispetto ad una possibile nuova asta di rifinanziamento a lungo termine (le Ltro) di cui si era speculato nei giorni scorsi e che invece pare da confinarsi solo nel mondo dei rumors. Il fatto è che le banche attualmente sembrano avere abbastanza liquidità da non aver particolarmente bisogno di ricorrere a nuova finanza dalla Bce.
Al contrario, un segnale distensivo e stabile, come il taglio dei tassi, sarebbe più apprezzato.
Anche perché il clima è migliorato ma non ancora del tutto pacificato: lo dimostra l’andamento delle aste di ieri dei titoli di Stato tedeschi, aggiudicati allo 0,5%, segno di quanto gli investitori siano ancora alla ricerca di porti sicuri nonostante la remunerazione molto bassa dei Bund. In attesa di vedere cosa farà oggi la Bce, le Borse europee intanto hanno vissuto una giornata caratterizzata da volumi di scambi limitati (complice anche la chiusura di Wall Street per festa) e da nervosismo: Milano e Madrid sono state le piazze peggiori con una flessione rispettivamente dello 0,78% e dello 0,71%. Molto più contenute le perdite di Parigi (-0,11%) Francoforte (-0,20%), mentre Londra archivia la giornata invariata (-0,06%). Il differenziale di rendimento tra Bund e Btp è tornato di nuovo a peggiorare, chiudendo a 431 punti base, col tasso sul decennale italiano al 5,74%.
Tutte ragioni per cui la decisione della Bce è data quasi per certa. «Del resto, il peggioramento di vari dati congiunturali e l’assenza di elementi inflattivi va nella direzione dei tagli – spiega Gregorio De Felice, responsabile del Servizio studi di Intesa – inoltre una scelta del genere darebbe una mano a suggellare lo scorso vertice Ue».

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