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«Oggi inizia la nuova Nokia»

di Mario Cianflone

«È l'alba della nuova Nokia, ma c'è ancora tanto da fare e molte sfide da affrontare». Si mostra fiducioso, in un'intervista concessa al Sole 24 Ore, Stephen Elop, ceo da un anno della casa finlandese, che a Londra ha svelato dopo una corsa contro il tempo durata otto mesi i primi smartphone basati su Windows Phone, frutto della discussa alleanza con Microsoft. Il nuovo prodotto potrebbe farle riaccendere i motori e farle dimenticare i mesi travagliati, con quote di mercato in discesa, posti di lavori persi e superare un modello di business vacillante a causa delle cannonate lanciate da Apple con il suo iPhone e, soprattutto, dai coreani (Samsung in primis).

«Oggi – afferma Elop, presente al Nokia World, l'evento annuale per analisti e stampa che quest'anno vede la presenza di 4mila addetti ai lavori – è un grande giorno, un momento chiave nella trasformazione di Nokia. Abbiamo lavorato duro, rivoluzionando il modo di lavorare per essere più veloci». E, in effetti, che molto sia cambiato in Nokia si capisce anche dal fatto che i due modelli annunciati (800 e 710) dell'inedita serie Lumia saranno disponibili in tempi brevi. Il primo, offerto a 500 euro, arriverà entro novembre. Nokia ci aveva abituato invece a tempi d'attesa biblici, ma il mondo della telefonia mobile, rivoluzionato da Apple, è un ecosistema dove il time to market è fondamentale. E questo Nokia lo ha capito bene.

La casa finlandese ha avviato la sua riscossa partendo dalla fascia medio-alta per puntare su quella più bassa. Nokia non va a fare concorrenza ad iPhone o ai più costosi modelli di Samsung, Lg o Htc, ma punta sul prezzo (il modello 710 costerà meno, circa 270 euro) per riconquistare quote di mercato. Elop vuole anche lo smartphone per tutti, con Windows a bordo. Il ceo è chiaro su questo punto: «Non ci fermeremo – ha detto al sole 24 Ore – proseguiremo sui prodotti di fascia media e bassa». Del resto è sempre più palese l'interesse di Nokia per i Paesi emergenti, Bric compresi, per conquistare il prossimo miliardo di utenti, che non avranno un semplice cellulare ma un dispostivo abilitato alla rete e pronto per il social networking dell'era di Facebook, di Twitter e della democrazia in rete. Non a caso a Londra ha svelato 4 cellulari di basso costo pensati per tali impieghi.

I ritardi di Nokia dei mesi scorsi, alcuni prodotti nati vecchi hanno evidenziato che il paradigma dell'industria elettronica basato sul considerare i componenti una commodity (che non è indispensabile produrre in proprio) non funziona se i concorrenti di peso, Samsung in primis, controllano tutta la filiera, dalle materie prime, ai semiconduttori, dai display fino al prodotto finito. «Abbiamo imparato la lezione e cambiato strategia – dice Elop – ora ci affidiamo a più fornitori e con Samsung abbiamo messo a punto accordi che non diano a loro vantaggi competitivi, ma che invece possano aiutare a gestire una complicata relazione con una società che per alcuni versi è un concorrente, per altri un partner (su Windows Phone) ed è anche un fornitore».

Nokia si sta faticosamente rimettendo in piedi, punta ad "smartphonizzare" ma non considera i tablet una priorità e deve imparare a competere non solo sul fronte industriale, del controllo dei costi e della tecnologia ma anche su quello della moda. Iphone e, parzialmente i supercellulari con Adroid, sono oggetti «cool». Gadget desiderati e agognati. Ma anche su questo punto, Elop è ottimista. «Sì, diventeremo "cool" anche investendo ingenti risorse in comunicazione, pubblicità e marketing». I prossimi mesi diranno se il numero uno americano della casa europea avrà avuto ragione.

 

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