Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Oggi il sì tedesco ad Atene isolati per ora i superfalchi e Tsipras convince Syriza

La Grecia per ora è salva. Questa mattina il Bundestag, la determinante camera bassa del Parlamento federale, si riunisce per esaminare il prolungamento dei prestiti europei al Paese più in crisi dell’eurozona. Il sì è scontato, nonostante una pattuglia di 22 ribelli dell’ala destra della CduCsu contesti la scelta di Angela Merkel e del suo ministro Wolfgang Schaeuble, e malgrado la violenta campagna anti-greca del quotidiano Bild per un “nein” al salvataggio (campagna denunciata da Djv, l’ordine dei giornalisti tedesco che ne ha chiesto l’immediata cessazione). Intanto ad Atene il premier Alexis Tsipras e il suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, dopo ore di confronto sofferto, hanno strappato il sì del loro partito, Syriza, all’intesa raggiunta all’Eurogruppo.
Il sì del Bundestag è quasi certo, soprattutto dopo l’appello del ministro Schaeuble. La pattuglia di falchi dell’ala destra della CduCsu, il partito della Merkel e dello stesso Schaeuble, spera di fare proseliti, cavalcano l’esasperazione degli elettori sparata in prima pagina da Bild anche con spietati sondaggi.

Secondo cui appena ventuno tedeschi su cento si dicono favorevoli all’ennesimo tentativo di soccorrere i greci. Nella schiera dei contestatori ci sono anche politici di rilievo, come il dirigente Csu ed ex ministro Peter Ramsauer. Puntano ad accrescere il fronte dei franchi tiratori. E dall’esterno, li incoraggia “Alternative fuer Deutschland”, il partito euroscettico e populista sorto a destra della dc tedesca.

Ma i numeri parlano chiaro. A cominciare dalla simulazione di voto condotta ieri nel gruppo parlamentare dei cristiano conservatori. Dei 311 legislatori CduCsu, soltanto ventidue ribelli si sono espressi contro. Senza dimenticare che la Spd, la socialdemocrazia del vicecancelliere Sigmar Gabriel, è compatta su una linea europeista e solidale con Atene in nome dell’avvenire della moneta unica.
«Adesso ci aspettiamo che i greci mantengano davvero le promesse», ha detto il capogruppo parlamentare Volker Kauder per dare un contentino verbale ai superfalchi.
Oltre due ore di volo a sudest, ad Atene, battaglia speculare. Per dodici lunghe ore, Tsipras e Varoufakis hanno sudato per ottenere il sì del partito al difficile compromesso di Bruxelles. Il premier gode ancora di larghi consensi, ma delusione e paura per i nuovi sacrifici si diffondono. Pesano, come ha detto lo stesso Varoufakis, i problemi del rimborso del debito a breve. a cominciare dalle somme dovute adesso al Fondo monetario internazionale e in luglio alla Banca centrale europea. Aggiungendo però un piccolo elemento di speranza: segnali di rientro dei capitali nelle banche greche, circa 800 milioni dopo una fuga che da dicembre a ieri era stata di ben altre dimensioni, sui venti miliardi. «E conto su Mario Draghi per evitare un default», ha detto ancora il numero due di fatto dell’esecutivo.
Un terzo pacchetto europeo di aiuti ad Atene è possibile, insistono i media greci citando imprecisate fonti dell’eurozona. E il governatore della Banca centrale, Yannis Stournaras, si sforza di rassicurare opinione pubblica, partner e mercati: «Le difficoltà che affronteremo saranno relativamente piccole, rispetto alla tempesta che ci ha investiti dal 2010».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa