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Oggi Bce al bivio, Borse su Fed: crescita Usa moderata

Nel giorno del suo sessantasettesimo compleanno Mario Draghi riunisce a cena, al piano nobile della Bce, tutti i governatori di Eurolandia. E’ il primo appuntamento dopo la pausa estiva. Nelle attese dei mercati, dovrebbe portare giusto oggi a nuove misure per sostenere l’economia e combattere il rischio-deflazione.
Gli operatori sperano che la Bce possa azionare qualcuna delle leve tante volte ventilate. Fioccano le illazioni sulle possibili mosse di Draghi, ma anche sul loro contrario. Così, chi pronostica ad esempio un calo dei tassi, ricorda anche che, di recente, il presidente ha detto che non c’erano altri spazi di manovra. Chi pensa ad una svalutazione dell’euro, non può non menzionare l’unico precedente in materia, ancorchè in senso opposto, ovvero quando agli inizi dell’euro l’allora presidente Duisenberg decise di pilotare la moneta al rialzo, scesa a quota 0,82 sul dollaro. Poi c’è la famosa asta denominata Tltro per dare credito alle banche e quindi all’economia, già annunciata per il 18 settembre. E, non ultimo, c’è una possibile accelerazione del programma di acquisto di titoli cartolarizzati (Abs), anch’esso mirato a sostenere l’economia. Ma soprattutto c’è chi invoca il “Quantitative easing”, il massiccio piano di acquisti di titoli pubblici e privati sul modello già attuato dalla Fed americana, dall’Inghilterra e dal Giappone. Gli analisti più cauti ricordano infine che, forse, nulla servirebbe se gli Usa alzassero i propri tassi. Ma il beige book della Fed avverte che la crescita americana procede sì, ma ad una velocità «moderata »; che salgono le spese per consumi, che migliora l’immobiliare ed è stabile il mercato del lavoro.
Di sicuro oggi dall’Eurotower usciranno le ultime proiezioni su crescita e inflazione: chi le ha visionate giura che non prefigurano un domani roseo. Così come non rosei appaiono altri dati, ad esempio la classifica sulla competitività del World economic forum dove l’Italia si conferma al posto numero 44 mentre la Germania è quinta, la Francia ventitreesima e la Spagna è a livello 35. In un colloquio con alcuni giornalisti il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, fa sapere che i soldi per investire in Italia ci sono ma le amministrazioni non dispongono di personale capace di fare programmi giusti per ricevere i denari. Dal 2007, l’istituto ha fatto nel Paese investimenti per 61 miliardi.
Draghi parlerà oggi alle 14,30. Nell’attesa, anche grazie alle minori tensioni Russia-Ucraina, le Borse corrono: ovunque in Europa c’è il segno più; Milano, la migliore, chiude con un rialzo dell’1,89%. Oltre alle misure, è probabile che il presidente della Bce rinnovi per i Paesi euro, Italia in testa, l’invito a fare le riforme strutturali, come detto a Jackson Hole. «Il new deal di Draghi» lo chiama il Financial Times che paragona il suo piano a quello attuato da Roosevelt ai tempi della Grande Depressione. Per realizzarlo, aggiunge, serve però il sì della Germania.
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