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Offerte sulle polizze Banco Bpm ai board di Cattolica e Generali

Banco Bpm stringe sul nuovo accordo di bancassurance. Entro domani scadono i termini per la presentazione delle offerte vincolanti per diventare il nuovo partner dell’istituto nelle joint-venture assicurativa che andrà a sostituire il precedente asse con UnipolSai e con Aviva. E la gara, a quanto risulta a Il Sole 24 Ore, si prospetta agguerrita. Al traguardo si dovrebbero presentare infatti alcuni dei nomi chiave del mondo delle polizze.
In pole position ci sarebbero anzitutto la francese Covéa e Cattolica Assicurazioni. Entrambe, da tempo, sarebbero al lavoro sui termini dell’offerta da inviare a Piazza Meda. Nelle ultime ore, tuttavia, si sarebbero rafforzate le quotazioni anche di Generali: il Leone di Trieste dopo un’iniziale fase di studio avrebbe alzato l’attenzione sul dossier, sebbene gli accordi di bancassicurazione non siano una priorità per il gruppo che vanta già una rete capillare nel paese. Nonostante ciò, ci sarebbe la volontà di giocare la partita con tutte le carte disponibili.
Peraltro, proprio per domani sono previsti i consigli di amministrazione della compagnia triestina e di quella veronese, ed è realistico immaginare che il tema sia all’ordine del giorno di entrambi i board. Tra i contendenti, infine, secondo indiscrezioni che rimbalzano da tempo e che non sono mai state commentate ci sarebbe anche Allianz, mentre si sarebbe chiamata fuori dai giochi Zurich.
La competizione, come detto, sarebbe accesa. Anche perchè la posta in gioco è di rilievo. Sul tavolo c’è la possibilità di diventare il nuovo principale partner assicurativo della terza banca italiana, con una quota peraltro non trascurabile. L’offerta, a quanto risulta, si muove lungo un duplice binario: le compagnie assicurative potranno puntare al 51% della joint venture o addirittura all’80% della futura partnership, per un accordo di durata decennale rinnovabile per altri cinque anni. Non è escluso dunque che i valori delle offerte possano essere anche superiori alla cifra circolata nei mesi scorsi e pari a 700 milioni. Molto evidentemente dipenderà da quale quota la compagnia deciderà di tenere del veicolo che verrà impiegato per l’intesa.
A valle delle offerte inizierà poi l’esame delle singole proposte, in un processo che si dovrebbe concludere entro l’anno, ovvero alla scadenza naturale degli accordi con gli (oramai ex) compagni di business, Unipol e Aviva. Tra l’altro, il divorzio tra l’istituto e la compagnia guidata da Carlo Cimbri verrà disciplinato in sede arbitrale poichè non sarebbe ancora stata raggiunta un’intesa economica soddisfacente per le parti. Va detto che nel 2007, l’allora Fondiaria Sai aveva messo sul piatto una cifra vicina ai 500 milioni di euro.
Evidente che per Banco Bpm, che è assistito dall’advisor Kpmg, la scelta del futuro partner assicurativo non potrà prescindere dall’aspetto finanziario. Una chiara conferma si è avuta con il caso della cessione di Aletti Sgr ad Anima per quasi un miliardo di euro, ben oltre le attese.
Altro aspetto non marginale potrebbe essere la disponibilità del futuro alleato a prendere posizione nell’azionariato della banca con una quota rilevante, compresa potenzialmente tra il 3 e il 5%. Il tema non è mai stato affrontato formalmente ma sarebbe un dettaglio attorno al quale si potrebbe sviluppare un’eventuale offerta di successo. Risulta che nelle settimane scorse sia Cattolica che Covéa abbiano valutato l’opportunità di mettere piede nella compagine azionaria dell’istituto. Ciò avverrebbe in ogni caso in un secondo momento e secondo modalità di mercato. Di massima rilevanza sarebbe ovviamente anche il contenuto industriale dell’offerta. Aspetto attorno al quale si sta concentrando Generali che, come ribadito in più occasioni dal proprio amministratore delegato Philippe Donnet, non ha alcuna intenzione di incrementare la propria esposizione, stante la quota in Mps, sul settore del credito.

Luca Davi
Laura Galvagni

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