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Offerte per Rcs, conta delle azioni

Restano tre giorni agli azionisti Rcs per fare una scelta: aderire o meno a una delle due offerte sul gruppo del «Corriere». Si chiudono venerdì alle ore 17 l’Opa per contanti a un euro presentata da Andrea Bonomi con i quattro soci storici Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai e l’Opas mista, carta e contanti, di Urbano Cairo che offre un concambio di 0,18 più 25 centesimi cash (valorizzando Rcs a 1,07 euro ai prezzi di ieri). All’Opa sono state consegnate sin qui 8,24 milioni di azioni, pari al 2,1% dell’offerta e all’1,58% del capitale, quota che porta al 24,25% la compagine guidata da Bonomi.

L’Opas di Cairo ha contabilizzato a ieri adesioni per 49,2 milioni di azioni e il 9,5% del capitale. Intesa Sanpaolo che affianca l’editore in qualità di advisor attraverso Imi e di istituto finanziatore, ha conferito il proprio 4,2%. Lo stesso Cairo, azionista di Rcs con la propria holding U.t. Communications, potrebbe aver conferito il proprio 4,616%.

Fonti vicine all’Opas indicano poi un altro 11% di impegni irrevocabili in dirittura: si tratterebbe di investitori istituzionali, Luca Orsini (One Investments), Nicola Ricolfi. Cairo si è detto «molto confidente» e ha annunciato la decisione di risalire nel capitale di Cairo Communication qualora la diluizione post Opas fosse eccessiva. L’idea è quella di ricomprare subito il 5% se il controllo scendesse sulla soglia del 40%. Il patron de «La7» ha definito «incomprensibile» la presa di posizione di Bonomi secondo il quale dal corrispettivo dell’Opas andrebbe sottratta la cassa utilizzata per la parte in contanti. «È sbagliata e contraria al principio della partita doppia: a fronte dell’uscita, la società acquisisce tra le proprie attività un pari valore di azioni Rcs». Altra questione sulla quale i soci sono divisi è l’interpretazione delle regole su vincitori e perdenti. Per Bonomi deve esprimersi la Consob. Per Cairo l’art.44 del Regolamento Emittenti stabilisce che «vince chi ottiene la quota più alta. L’offerta perdente decade e i sottoscrittori hanno cinque giorni di tempo per decidere se tenersi i titoli o migrare all’offerta prevalente».

Qualora l’Opa non prevalesse, gli azionisti raccolti con Bonomi nella Imh,, vincolati da un patto, conserverebbero il proprio 22,5%. Un «blocco» che per Bonomi sarà sufficiente, nel caso, a fermare l’integrazione tra Rcs e Cairo. «La fusione — ha avvertito Bonomi — è quasi impossibile perché questi azionisti hanno detto che non vogliono scambiare azioni con Cairo». Aveva spiegato tra le altre cose Bonomi lunedì: «Conosciamo bene Rcs, la seguiamo da anni. Sono stato nel consiglio di Rcs, ho visto cosa funziona e cosa no».

Paola Pica

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