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Offerta su Cerved, il rilancio di Pignataro non scalda il board

Un’opa lunga sei mesi, quella del finanziere italo-inglese Andrea Pignataro su Cerved. Dall’annuncio dell’8 marzo, dopo un rilancio avvenuto nel weekend, l’offerta ai soci del colosso delle informazioni finanziarie sul merito di credito delle imprese terminerà giovedì 9 settembre, dopo due estensioni e una scadenza che era fissata per oggi.

Prendere o lasciare, sembra questa volta. Tanto che Pignataro — attraverso il veicolo Castor, in tandem con Gic Private, fondo sovrano di Singapore, e Fsi di Maurizio Tamagnini — ha alzato l’asticella: perché l’opa sia valida non si accontenta più del 50% più un’azione ma vuole almeno l’80% del capitale. Obiettivo strategico: fondere Cerved con Cedacri, l’altra società di servizi informatici per le banche che Pignataro ha rilevato sempre a marzo con il suo gruppo Ion, specializzato in piattaforme per la gestione dei dati.

La prima offerta a 9,5 euro — 35% in più dell’ultima quotazione pre-annuncio, pari a 1,85 miliardi — era stata considerata non congrua dal board di Cerved. Ieri è arrivata la «presa d’atto» da parte del consiglio guidato da Andrea Mignanelli della nuova offerta alzata a 10,2 euro per un valore totale di 1,99 miliardi, che rientra nella «parte bassa» della forchetta di prezzo indicata dai tre consulenti assoldati dal gruppo (Mediobanca Ubs, Morgan Stanley, tra 9,7 e 14,1 euro). D’altronde il titolo è sempre rimasto sopra il prezzo dell’offerta originaria e ieri si è avvicinato al rilancio di Castor chiudendo a 9,96 euro, +0,10%. Il nuovo prezzo incorpora un premio del 44,9% sul 5 marzo e del 53,6% sulla media dei 12 mesi precedenti l’annuncio dell’8 marzo. Per Equita si tratta di un prezzo «maggiormente coerente con il ruolo chiave che Cerved avrà nella strategia di crescita di Ion in Italia (in particolar modo in relazione alla possibile integrazione con Cedacri)». Per il rilancio Castor ha anche ampliato il prestito bancario: da 1,65 miliardi a 1,68 miliardi, con un utilizzo massimo di mezzi propri per 970 milioni.

Che cosa succederà con il rilancio potrà dirlo il mercato tra qualche giorno. Dal lancio dell’opa nel capitale di Cerved sono entrati e usciti diversi hedge fund che, come accaduto per altre opa Piazza Affari, puntano a strappare il massimo al candidato acquirente.

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