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Offerta di Intesa su Ubi, i «sì» superano quota 75% Filiali a Bper entro l’anno

In Intesa Sanpaolo guardano già al calendario: la cessione delle filiali di Ubi potrebbe avvenire entro dicembre, così da arrivare all’assemblea della fusione ad aprile 2021 in contemporanea ai conti annuali. I tempi sono stati finora rispettati: oggi termina l’opas, lunedì 3 agosto Ubi presenterà la sua ultima semestrale da istituto indipendente Re in quell’occasione la presidente Letizia Moratti e il ceo Victor Massiah trarranno un bilancio finale per soci e dipendenti. Poi — ma sul punto le diplomazie sono ancora al lavoro — ci potrebbero essere le dimissioni del board, che resterà comunque in carica per l’ordinaria amministrazione, mentre nel frattempo il neoazionista chiamerà un’assemblea per nominare il consiglio, a metà settembre-metà ottobre.

Sarà il board targato Intesa che procederà alla cessione dei 532 sportelli di Ubi a Bper. Per accordi con l’antitrust, la vendita del ramo d’azienda deve avvenire entro sei mesi dalla fine dell’operazione. Ci sarà inoltre un’asta per ulteriori 17 sportelli. Questo passaggio è atteso a fine anno. Quindi in primavera si procederà alla fusione di ciò che resta di Ubi dentro la controllante, dando effettivamente vita alla settimana banca europea da 5 miliardi di utili, 460 miliardi di impieghi, 1,1 trilioni di risparmio gestito. E comincerà anche l’integrazione, che Intesa si è impegnata a portare avanti con attenzione ai territori e alle professionalità dell’istituto. Giandomenico Genta, presidente della fondazione Crc, che ha apportato il suo 5,9%, prova «soddisfazione e malinconia. La memoria non si cancella, ma ho la certezza che Intesa valorizzerà il capitale umano di Ubi».

La vittoria della banca guidata da Carlo Messina — assistita da Mediobanca con a fianco Equita, Jp Morgan, Morgan Stanley e Ubs — acquisisce intanto contorni sempre più netti. Ieri le adesione sono salite al 75,68%. Secondo le previsioni, oggi potrebbe andare sopra l’80%. Bisognerà capire che cosa farà il fondo Parvus che ha oltre l’8% ma ha consegnato finora solo il 2,5%. Chi non aderirà potrà ricevere azioni Intesa alla fusione, nel 2021 ma senza quota cash e senza il premio del 44,7% (dipenderà dal valore delle residue azioni Ubi in Borsa). Ieri hanno aderito anche i consiglieri di Ubi Letizia Bellini Cavalletti (1,67 milione di euro), Paolo Bordogna (31.000 euro) e Silvia Fidanza (33 milioni).

Di operazione «molto coraggiosa che consolida il sistema bancario» ha parlato Giovanni Fosti, presidente della Cariplo, azionista storico di Intesa Sanpaolo con il 4,4%. E si guarda già al risiko con protagonisti Mps, Banco Bpm, Unicredit, Bper. Proprio ieri Unicredit, adeguandosi alle linee Bce, ha spostato al 2021 il dividendo, che sarà pari al 50% degli utili compreso un 20% in riacquisto di azioni (buy-back). Il messaggio del ceo Jean Pierre Mustier è chiaro: preferisco comprare la mia banca piuttosto che un’altra.

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