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Offerta di F2i-Metroweb per la rete Iren di Genova

Dopo l’ingresso del Fondo strategico italiano (Fsi), e quindi indirettamente della Cassa Depositi e Prestiti, Metroweb fa il primo passo verso il progetto di sviluppo del polo nazionale delle infrastrutture, quella «grande Metroweb» che ha, di fatto, avviato la sfida con Telecom Italia.
Secondo indiscrezioni, infatti, Metroweb assieme ai propri azionisti (in particolare il Fondo strategico e il fondo F2i di Vito Gamberale) starebbe chiudendo la prima acquisizione per ripetere il modello già proposto con successo a Milano sulla fibra ottica.
L’occasione arriva con l’acquisizione della rete in fibra ottica di Genova e provincia, posseduta dalla società Saster Net, la cui maggioranza è ora in mano della multi-utility Iren e che possiede 230 chilometri di banca larga nel capoluogo ligure. Oggi la rete di Genova è offerta in affitto ai principali operatori di telecomunicazioni e tra i principali clienti c’è Fastweb. Il modello tecnologico della rete genovese in fibra ottica è simile a quello di Milano.
Secondo i rumors, l’offerta di F2i Reti Tlc (al momento ancora controllato da F2i e dove in minoranza c’è Intesa Sanpaolo) – arrivata sul tavolo dell’advisor Lazard – punta a rilevare l’85% di Saster Net, mentre Iren resterebbe con il restante 15% della società che possiede la fibra ottica del capoluogo genovese: transazione che, secondo quanto si apprende in ambienti finanziari, avrebbe un valore di qualche decina di milioni di euro. Al di là dei numeri in sè, l’operazione rappresenta il primo passo per costituire la «grande Metroweb» che dovrebbe svilupparsi in 30 città italiane, cominciando proprio da quella con il modello di business della rete più simile a Milano, dove la fibra ottica acquisita non dovrebbe comportare quindi grandi investimenti.
Ora le prossime alleanze dovrebbero essere strette con altre municipalizzate, ad esempio con Brescia. Del resto, Metroweb sta proseguendo nel suo piano di sviluppo, forte ora dei 500 milioni di euro che rappresentano l’impegno del Fondo strategico guidato da Maurizio Tamagnini.
F2i e il Fondo strategico si starebbero preparando a una campagna di acquisizioni di infrastrutture già disponibili e a un piano di investimenti di più ampio respiro per sviluppare un’infrastruttura avanzata di rete di accesso in fibra ottica (Ngn), in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale fissati in sede di Unione europea.
Tra le reti che potrebbero interessare e che potrebbero essere unite a Metroweb ci sarebbero quelle di molte municipalizzate italiane, ma anche i network di alcuni operatori come ad esempio quelli di Wind e della stessa Fastweb, che è già socio di minoranza della società guidata da Alberto Trondoli. Il piano di consolidamento può ora contare sull’appoggio di fondi infrastrutturali di emanazione governativa e andrà a fare concorrenza diretta ai progetti alternativi di Telecom Italia: tranne che non si riesca a trovare nei prossimi mesi un accordo per evitare un’inutile duplicazione di investimenti, assicurandone la complementarietà. Non è un caso che proprio F2i-Metroweb abbiano lanciato ieri un segnale di collaborazione verso Telecom Italia e spiegato che il loro progetto è aperto a tutte le sinergie, in primo luogo quella con l’ex-monopolista guidato da Franco Bernabè.

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