Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Offerta cash non concordata

Con un’offerta che si propone di essere «amichevole», ma che d’altra parte non è stata concordata, il Crédit Agricole si fa avanti e punta ad acquistare il Credito Valtellinese, realtà di cui il gruppo francese è già socio al 9,8%. Per farlo, la Banque Verte mette sul tavolo 737 milioni di euro: soldi cash, nel quadro di un’Opa (offerta pubblica di acquisto) che prevede il pagamento di 10,5 euro per ogni azione Creval. Di fatto, la proposta transalpina incorpora un premio del 21,4% rispetto alla chiusura di venerdì del Creval e del 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi 6 mesi. Dopo l’annuncio, come prevedibile, il titolo Credito Valtellinese ha spiccato il volo in Borsa, con un progresso del 23%, a 10,7 euro, chiudendo lievemente sopra il prezzo dell’Opa.

Ora le attenzioni si spostano sulla risposta del Creval, del board guidato dal ceo Luigi Lovaglio e degli azionisti. A breve è attesa la convocazione del Cda che dovrà iniziare ad esaminare la proposta francese. Primo passo di un percorso che, ragionevolmente, passerà dalla nomina degli advisor. Il tutto in attesa dell’invio, a dicembre, del documento d’offerta da parte dell’Agricole, banca che nel giro di tre mesi dovrà ricevere le autorizzazioni di rito da parte delle Authority. Se tutto filerà liscio, l’operazione si chiuderà a maggio 2021.

Il progetto d’Oltralpe sarebbe decollato nelle ultime settimane, mentre sfumavano le interlocuzioni informali con BancoBpm, che non avrebbero dato alcun costrutto anche per la difficoltà nel trovare i giusti equilibri in fatto di governance tra la sponda italo-francese rappresentata dal ceo di Agricole Italia, Giampiero Maioli, e quella di piazza Meda, guidata da Giuseppe Castagna. Troppo difficile per i transalpini del resto accettare di rimanere in minoranza, come prospettato nei primi scambi, in una realtà quale doveva essere Agricole-BancoBpm.

E così in breve l’incastro con il Creval ha preso forma: del resto era anche il più scontato, quanto meno perchè da più tempo si trovava sul tavolo dei francesi. Sin dal 2018, da quando cioè i vertici della banca valtellinese, allora rappresentanti dal presidente Miro Fiordi e dal ceo Mauro Selvetti, avevano varato una partnership assicurativa con la Banque Verte a fronte di un ingresso nell’azionariato del 5%, primo step in vista di un successivo raddoppio della quota (avvenuto non a caso nelle ultime settimane) con la chiara prospettiva di stringere un’alleanza industriale più forte, come quella che si sta profilando. Il progetto all’epoca era anche atterrato sui tavoli della casa madre a Parigi a inizio 2018, salvo poi finire in stallo, anche perché da poco Agricole Italia aveva salvato le tre casse di risparmio del centro Italia (Cesena, Rimini e San Miniato).

Ieri come detto il titolo Creval ha chiuso con un premio del 2% circa rispetto ai 10,5 euro proposti dall’Agricole. Segno che il mercato si attende un ritocco all’offerta, anche se minimo. Si vedrà con il tempo sarà così o meno. O se, prospettiva puramente teorica, qualche altro soggetto vorrà inserirsi nella competizione lanciando una contro-Opa. Di certo la proposta finanziaria del colosso transalpino – che già vede l’adesione di Algebris – è allettante, soprattutto per la gran parte dei fondi azionisti del Creval che hanno aderito all’aumento da 700 milioni nel 2018: avendo acquistando in quella fase le azioni a 0,1 euro ciascuna (10 euro post raggruppamento), oggi si vedrebbero riconosciuto un premio sull’investimento fatto. Di segno opposto, anche se di poco, il ritorno potenziale per l’azionista francese Denis Dumont (9,9%), che invece è entrato nel capitale della banca prima dell’aumento a prezzi superiori. E che oggi si troverebbe – a quanto risulta – con azioni a un prezzo di carico lievemente superiore a quello dell’Opa. Tuttavia per l’imprenditore francese ci sarebbe in compenso da mettere in conto il risultato (non scontato) di chiudere l’esperienza italiana senza grosse perdite. Un esito che fino a qualche settimana fa, prima della recente accelerazione del titolo, era ben lontano dall’essere raggiunto.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un bagaglio di nove miliardi di euro da investire ma, allo stesso tempo, la volontà di recidere og...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’inflazione in Italia, questo novembre, è arrivata a livelli come non si vedevano dal 2008. Gli...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Finanziamenti tradizionali, bond, private debt, quotazione in Borsa, ingresso di investitori finanz...

Oggi sulla stampa