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Offensiva di Trump negli Stati chiave. Rimonta nei sondaggi

NEW YORK — Alla vigilia del voto del 3 novembre e dalla lunga notte in attesa dei risultati, sondaggi di ogni genere bombardano l’America all’indomani della notte di Halloween più triste di sempre. Dati e numeri di questo rush finale — per conquistare una Casa Bianca che può stravolgere con due strade opposte la politica Usa (con impatto sul mondo intero) — possono generare qualche confusione, ma la tendenza sembra chiara: Joe Biden, candidato democratico, mantiene un cospicuo vantaggio a livello nazionale, Donald Trump, il presidente uscente, appare in rimonta in alcuni Stati-chiave, che potrebbero però non essere sufficienti per arrivare a 270 “voti elettorali” e fargli bissare la vittoria a sorpresa del 2016.
I numeri del sito RealClearPolitics (che fa una media di tutti i sondaggi) dà a Biden un vantaggio nazionale di 7,2 punti (51,1 contro 43,9) e lo vede in testa in Pennsylvania (+4), Michigan (+6,2) e Wisconsin (+6), i tre Stati operai (e un tempo fortemente democratici) decisivi a favore di The Donald quattro anni fa. In Ohio (+0,2), Florida (+0,6), North Carolina (+1,2) e Georgia (+0,8) tecnicamente è alla pari, mentre in Iowa il segno positivo è per Trump, dove varia a seconda dei sondaggi da un +7 a un +2. Per NbcNews/Wall Street Journal nella combinazione degli Stati in bilico Biden è davanti di 6 punti ma ne perde 4 rispetto a due settimane fa.
In questa pioggia di numeri, il dato più interessante è un altro. Biden è largamente in testa tra i 93 milioni che hanno già votato per posta o negli appositi seggi (61 contro 35), ma tra chi andrà alle urne il 3 novembre Trump ha una maggioranza ancora più schiacciante (61 a 32). Alla fine vincerà chi sarà riuscito a mobilitare di più il proprio elettorato. Nel complicato sistema elettorale americano i voti per posta vengono spesso conteggiati per ultimi (in Pennsylvania c’è tempo fino al 6 novembre), cosa che renderà ancora più complicata la Election Night, dove tradizionalmente sono l’Associated Press e i network televisivi a “chiamare” il vincitore dei singoli Stati sulla base di exit poll, proiezioni, primi risultati e precedenti. Precedenti, che in un’elezione anomala come questa del 2020, possono facilmente indurre all’errore.
A due giorni dal voto The Donald batte a tappeto gli Stati del Midwest, convinto che la vittoria sia a portata di mano e sfruttando a modo suo la pandemia (più di 100mila contagi nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti). «Con il lockdown di Biden vivreste in uno Stato-prigione», ha urlato ai fan in Michigan, in un comizio dove ha citato anche Luciano Pavarotti («È stata una grande voce, io gli piacevo»). Non è d’accordo il dottor Anthony Fauci, che guida la task force federale contro il coronavirus. «Biden sta prendendo il virus sul serio dal punto di vista della salute pubblica, Trump guarda le cose solo da un punto di vista economico», ha detto in un’intervista al Washington Post. Parole che non sono piaciute affatto alla Casa Bianca: «Fauci ha infranto tutte le norme, i suoi commenti sono inaccettabili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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