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Offensiva delle banche: si paga col cellulare

Niente contanti, niente carte di credito, per pagare basta il telefono. Dopo il Giappone, gli Stati Uniti, il Kenya, la Francia dove i pagamenti contactless sono già ampiamente diffusi, anche gli operatori telefonici e le banche italiane hanno deciso di raccogliere la sfida. E se tra i pionieri, già l’anno scorso, c’è stata Intesa SanPaolo, che ieri ha annunciato una nuova iniziativa a vasto raggio con Telecom, in questi giorni stanno partendo la Bnl (con un progetto pilota che per la prima volta coinvolge tutti gli operatori telefonici), le Poste Italiane e il Gruppo Bper (Banca Popolare dell’Emilia Romagna). «C’è il più ampio coinvolgimento del mondo bancario, l’accordo appena concluso tra Telecom, Vodafone, Wind, 3 e PosteMobile permette ormai di avviare progetti su larga scala rivolti alla generalità della clientela — spiega Valeria Portale, coordinatrice della Ricerca NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano — I tempi magari saranno diversi, c’è chi già sta partendo e chi preferisce ancora rimanere alla finestra, ma ci siamo ». Le iniziative di questi giorni sembrano dare ragione proprio alle previsioni diffuse all’inizio di quest’anno dall’Osservatorio del Politecnico: entro il 2015 ci saranno in Italia dai 20 ai 25 milioni di telefoni cellulari abilitati ai pagamenti contactless (che utilizzano la tecnologia NFC, Near Field Communication), e almeno 300.000 Pos di ultima generazione.
«In Italia a luglio abbiamo censito già un milione e duecentomila telefonini abilitati (su 48 milioni in totale); per i Pos nel dicembre 2011 se ne contavano 5000, ma in questi mesi se ne sono aggiunti diverse decine di migliaia», assicura Valeria Portale.
Intesa Sanpaolo e Bnl potrebbero essere le prime banche ad andare a regime nei primi mesi del 2013. «Intesa è partita un anno fa con il lancio della piattaforma “Move and Pay”, che utilizzava una carta prepagata, una Sim Noverca e un telefono NFC Samsung — spiega Marco Siracusano, direttore marketing Intesa Sanpaolo — Il progetto avviato invece il 23 ottobre con la collaborazione di Telecom è di portata molto più ampia: si parte nell’area di Milano, per coprire tutto il territorio nazionale entro i primi mesi del 2013». Obiettivo analogo per la Bnl: «Bnl — dice Marco Tarantola, responsabile divisone Retail e Private — è la prima banca ad aver scelto per il proprio progetto di mobile payment una “soluzione di sistema”», aperta cioè a tutti gli operatori telefonici. La Bper sta lanciando in questi giorni un progetto pilota basato invece su una propria carta di credito virtuale che diventa un’applicazione da scaricare sul telefono, e che permette i pagamenti senza il coinvolgimento
di alcun operatore telefonico. Si tratta dell’applicazione BperCard Mobile Payment, sviluppata da Oberthur Technologies sul sistema operativo di BlackBerry. Anche le banche che per il momento non annunciano iniziative, non stanno certo a guardare. Unicredit, per esempio, sta lavorando da un anno a una soluzione “autonoma” (che cioè non poggia sugli operatori telefonici); le prime sperimentazioni di Mobile Proximity Payment dovrebbero partire all’inizio del 2013 ed entro l’anno i pagamenti contactless dovrebbero essere accessibili a tutta la clientela.

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