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Occupazione, un miliardo dai fondi Ue

Lavori in corso sul “decreto del fare” e sulle semplificazioni con cui il Governo punta da subito a sostenere crescita, occupazione, economia e a snellire il fisco e gli adempimenti burocratici. Con l’aggiunta di un decreto ad hoc per cercare di affrontare anche i nodi della giustizia e soprattutto l’emergenza carceri. L’obiettivo dichiarato di Palazzo Chigi resta quello di portare al prossimo Consiglio dei ministri di sabato (senza scartare del tutto l’ipotesi di un Cdm nella serata di domani), il provvedimento d’urgenza su sviluppo e un nutrito pacchetto di deregulation da presentare alle Camere come disegno di legge. Tanto che nel tardo pomeriggio di ieri il premier Letta, il sottosegretario alla presidenza Patroni Griffi e il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, si sono confrontati per selezionare le misure da inserire nei tre provvedimenti in arrivo sabato.
Lo scoglio principale è sempre quello delle risorse, anche perché ogni sforzo dell’Economia in questo senso punta a reperire risorse per rivedere la tassazione immobiliare superando così l’Imu e bloccare o, più probabilmente, rinviare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% in calendario il prossimo 1° luglio.
Un primo dato certo sulle coperture arriva dal ministro per la Coesione territoriale. Carlo Trigilia, in audizione ieri alla Camera, ha chiarito che dalla complessiva riprogrammazione per 4,1 miliardi dei fondi Ue arriverà un miliardo per sostenere l’occupazione giovanile e contrastare la povertà nel mezzogiorno. In particolare, si lavora a misure immediate finalizzate a «ridurre il cuneo fiscale per le nuove assunzioni di giovani (si ipotizza una copertura totale degli oneri a carico del datore di lavoro per due anni), al finanziamento degli incentivi all’auto-imprenditorialità e all’auto-impiego previsti, nonché ai progetti nei servizi delle cooperative di giovani e infine alla concessione di credito di imposta per assunzioni di laureati tecnico-scientifici di alta qualifica».
Sul corretto e più celere utilizzo dei fondi europei, inoltre, il Governo alza la guardia. Nel disegno di legge sulle semplificazioni, rivisto e ampiamente ridotto dopo la riunione del preconsiglio di martedì pomeriggio, spunta anche una norma che può arrivare al commissariamento delle amministrazioni e degli enti territoriali nei cui confronti vengono accertati ingiustificati ritardi nell’emanazione degli atti per l’utilizzo dei fondi comunitari.
Si lavora anche ad ampliare il pacchetto fiscale. Oltre alla cancellazione della responsabilità solidale negli appalti (si veda Il Sole 24 Ore di martedì scorso), si fanno largo anche le norme su Equitalia, chieste all’unanimità dalla commissione Finanze della Camera con la risoluzione approvata il 21 maggio scorso. Oltre a prevedere la non pignorabilità della prima casa, sempre che non sia di lusso, e l’estensione da 2 a 5 rate non pagate del limite oltre il quale Equitalia può disporre la sospensione del piano di rateizzazione del debito, si lavora ad introdurre maggiori tutele anche per gli imprenditori in difficoltà, incluse le ditte individuali.
In particolare, viene previsto che il termine di efficacia del pignoramento dei beni strumentali (capannoni, macchinari ecc.) può andare oltre i termini ordinari e l’agente della riscossione prima di procedere alla vendita deve far trascorrere 300 giorni dal pignoramento. Non solo. L’imprenditore in debito viene nominato custode e in questo modo potrà continuare a produrre e cercare di saldare il conto iscritto a ruolo. Semplificazioni in arrivo anche per i professionisti. Le spese di vitto e alloggio sostenute direttamente dal committente per il professionista non sono più compensi in natura. In sostanza queste spese non rientreranno più nella determinazione della base imponibile del professionista.
Tra le altre novità dell’ultima ora anche l’ipotesi di un allargamento della sperimentazione delle cosiddette zone a burocrazia zero. Si tratta di un intervento che andrebbe a potenziare quanto già disposto dal decreto semplificazioni del 2012. In particolare le sperimentazioni, inizialmente previste solo nelle alle aree che in passato erano state scelte come “zone franche urbane”, verrebbero estese a tutto il territorio nazionale. Tra le misure sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico – oltre a nuova “legge Sabatini”, potenziamento del Fondo centrale di garanzia, tutor d’impresa e taglia-oneri per le bollette energetiche delle Pmi (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), c’è anche l’incremento con 25 milioni annui del budget promozionale dell’Agenzia Ice per il commercio estero.

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