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Occhio in Borsa ai grandi esportatori e ai titoli difensivi

di Alberto Ronchetti

Un'altra settimana difficile per i mercati internazionali e anche il "relax" dei mercati italiani, dopo l'insediamento del Governo Monti, resta per ora molto relativo. Interessante allora andare a vedere le indicazioni dei modelli computerizzati di asset allocation, quelli che cioè decidono il peso degli investimenti nei portafogli modello in base ai soli dati finanziari ed economici prospettici, cioè senza l'intervento del gestore e della sua sensibilità. Quasi tutti, secondo i pareri raccolti fra diversi money manager, oggi hanno una posizione scarica di azioni (o ridottissima), una presenza ridotta di obbligazioni rispetto ai benchmark e una netta prevalenza di cash. Vuol dire che i dati macro e micro oggi disponibili portano a conclusioni estremamente pessimistiche e prudenziali sulle possibilità di guadagno attraverso l'investimento. D'altra parte, dicono i gestori più conservativi, oggi la questione non è "quanto" rende il capitale, ma come preservarlo.

Coloro però che sono vincolati da un obbligo di mandato all'investimento in azioni, come per esempio i gestori dei fondi equity, oppure chiunque voglia comunque investire in un mercato che – anche per la sua elevata volatilità – offre al di là di tutto grandi opportunità sia per chi vuole comprare a prezzi bassi che per chi vuole fare trading, quali comparti e titoli più trovare più promettenti? Gianmarco Zanetti, responsabile dell'Investmente center di Credem, osserva come «in assoluto la crisi debitoria europea abbia portato a un rialzo del rischio, soprattutto sull'azionario, che continuerà finchè non vi sarà una maggiore chiarezza sulle prospettive. Anche se le previsioni sono per una crescita Usa attorno al 2,5% nell'ultimo trimestre, l'Europa forse è già in recessione. Per questo l'investitore azionario dovrebbe privilegiare gli Stati Uniti e i mercati emergenti». Se poi si passa a un'analisi settoriale, il suggerimento è di stare sui farmaceutici («Mostrano ancora un interessante rapporto dividend yield»), sugli alimentari e sui comparti che in genere mostrano una buona visibilità degli utili, mentre è meglio evitare ciclici e bancari. «In futuro però la ristrutturazione del comparto creditizio porterà a un nuovo interesse per il settore», continua il gestore di Credem. Da guardare con attenzione anche il comparto dei materiali («Potrebbero essere beneficiati da politiche espansive»), mentre gli energetici sono poco interessanti perché prociclici e quindi al momento destinati «a offrire poco in termini di crescita».

Secondo Hsbc, tlc ed energetici sono invece due temi considerati "porti sicuri" nell'azionario. «Le valutazioni sono attraenti, i grandi investitori internazionali ancora sottopesati e gli utili hanno dimostrato di essere "resistenti" alla crisi». In particolare gli analisti di Hsbc raccomandano i titoli Vodafone e Total, che fanno parte della lista Europe Super 10 (i titoli europei preferiti).

Un altro tema gettonato da Hsbc è quello delle multinazionali europee che realizzano una parte importante degli investimenti e degli utili fuori dall'area euro (vedi tabella in alto). «Queste imprese – spiegano gli analisti – hanno sovraperformato sia durante la crisi di Lehman che durante quella del sistema monetario europeo del '92. Inoltre se, come molto probabile, la crisi europea continuerà a deprimere il Pil continentale per qualche anno, la debolezza della valuta aiuterà le loro esportazioni e quindi il loro business».

Graficamente, osservano a Fta, la situazione tecnica dei principali indici europei rimane difficile, nonostante i tentativi di rimbalzo messi a segno nell'ultimo bimestre. «Finchè l'Eurostoxx 50 si manterrà al di sotto dei 2.500 punti – osservano da Fta – il quadro prospettico di più probabile realizzazione rimarrà quello di vedere scendere ancora l'indice seguendo il percorso tracciato a partire dai massimi di inizio anno, con obiettivi che potrebbero collocarsi anche sotto i minimi di settembre a 1.935 con possibile estensione fino in area 1.765». Al momento la scelta settoriale migliore, secondo Fta, resta quella di privilegiare i comparti difensivi e (vedi tabella in basso) «ci sono dieci titoli dell'Eurostoxx 50 che in questo momento sembrano conservare un quadro grafico promettente, nonostante le incertezze del mercato.

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