Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Occhi dell’Uif puntati sui trust

Trust al centro del mirino dell’Uif se istituiti da soggetti insolventi, indebitati con l’amministrazione finanziaria o sottoposti a procedure fallimentari o di crisi. Anche la collocazione del trust al vertice di una complessa catena partecipativa o l’esistenza di stretti rapporti fra disponente e trustee possono insospettire professionisti e intermediari, inducendoli a segnalare l’operazione come sospetta. Sono alcune delle indicazioni desumibili dalla comunicazione Uif (l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia), prot. n. 1113197 del 2 dicembre del 2013 in merito allo schema rappresentativo di comportamenti anomali ai sensi ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. b), del decreto legislativo numero 231 del 2007, dal titolo: «Operatività connessa con l’anomalo utilizzo di trust».

L’utilizzo distorto dell’istituto segregativo

La blindatura del patrimonio mediante il trust può far scattare i controlli antiriciclaggio al fine della segnalazione di operazione sospetta da parte dei destinatari degli obblighi (professionisti, intermediari finanziari, revisori), se posta in essere con modalità ritenute anomale sotto il profilo soggettivo od oggettivo, sia in fase d’istituzione sia in quella di esecuzione dell’atto (vedi tabella). Con l’istituzione di un trust il proprietario di alcuni beni (disponente) se ne spoglia, conferendo gli stessi (fondo in trust) a un terzo soggetto (trustee, persona fisica o giuridica), che li amministra in favore di uno o più beneficiari o per il perseguimento di uno scopo determinato. Con tale atto si ottiene un effetto segregativo, in quanto i beni in trust, pur intestati a nome del trustee, costituiscono una massa distinta che non fa parte del patrimonio del trustee né di quello del disponente che se ne è spossessato. L’Unità di informazione finanziaria richiama la massima attenzione degli operatori che a vario titolo entrano in rapporto con il trust nella raccolta di informazioni in sede di adeguata verifica della clientela, specie in ordine alle finalità in concreto perseguite dalle parti, all’identità dei beneficiari e del trustee, alle modalità di esecuzione del trust per rilevarne un possibile utilizzo distorto.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’Europa è pronta a smembrare i colossi del Web che non rispetteranno le nuove regole sul digital...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessuna autorizzazione preventiva, o per meglio dire nessuna esenzione in bianco per salire oltre il...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Invenzioni, brevetti, e altre opere dell’ingegno sono sempre più un pilastro dell’economia mode...

Oggi sulla stampa