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Obiettivo trasparenza. I furbetti del fisco hanno le ore contate

Rapporti tra Fisco e contribuenti più improntati alla trasparenza e alla certezza del diritto. Ma anche guerra aperta dell’amministrazione finanziaria agli «irriducibili» dell’evasione fiscale. Obiettivo è quello di potenziare un approccio di tipo preventivo finalizzato al dialogo, puntando all’innalzamento dell’adempimento spontaneo dei contribuenti. Mentre i «furbetti del fisco» e la pianificazione fiscale selvaggia hanno ormai le ore contate. Sono tante le novità fiscali recate dai decreti attuativi della delega fiscale, tra cui quelli in materia di internazionalizzazione, di semplificazione fiscale, di fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, della maggior certezza del sistema tributario con l’introduzione di modalità di cooperazione rafforzata con i contribuenti, di revisione del sistema sanzionatorio e del contenzioso tributario, unitamente alla razionalizzazione del sistema della riscossione.

L’apertura dell’amministrazione è dettata anche dal fatto di essere in una posizione di maggior forza che nel passato. Ciò porta alla conseguenza di poter, in via generale, allargare le maglie, onde concentrarsi nel contrasto e sui controlli dei cosiddetti «irriducibili». Si pensi allo scambio automatico di informazioni a fini fiscali che diverrà la regola anche con riferimento a giurisdizioni che in passato garantivano l’anonimato di quanto illecitamente detenuto all’estero. Ciò implica che il contribuente residente verrà messo a nudo. Non a caso è stata introdotta la disciplina della collaborazione volontaria che consente di regolarizzare i patrimoni esteri versando le imposte dovute per il passato relativamente ai periodi di imposta ancora accertabili. Chiusa tale finestra temporale, in assenza di regolarizzazione, partirà per quelli che possono definirsi gli «irriducibili» una campagna di contrasto agli illeciti fiscali perpetrati in passato il cui pivot sarà l’Ucifi. Dato l’elevato livello di professionalità e tecnologia di cui dispone tale unità dell’Agenzia, gli evasori avranno le ore contate.

I professionisti. I professionisti potranno esprimere al meglio la propria professionalità virando drasticamente dalla pianificazione fiscale, talvolta aggressiva, alla collaborativa e trasparente tax compliance dei propri clienti. La bussola, quale nuova direttrice, sarà la messa in sicurezza dei clienti, pervenendo alla definizione di certezze da incassare in via preventiva, sul trattamento di determinate fattispecie particolarmente delicate mediante la richiesta della consulenza giuridica all’amministrazione finanziaria. Si pensi al nuovo abuso del diritto e al confine con l’evasione fiscale, anche in chiave penal-tributaria. Ciò è realizzabile altresì mediante l’implementazione di modelli di buona governance fiscale con il monitoraggio costante del rischio fiscale.

La promozione dell’internazionalizzazione. Il legislatore ha dato un vero colpo di coda mediante il decreto sull’internazionalizzazione: l’Italia è ora in grado di poter attrarre capitali dall’estero, promuovendo al contempo l’internazionalizzazione delle imprese domestiche, con la finalità di:

– promuovere un contesto di maggior certezza, rimuovendo anche talune lacune dell’ordinamento tributario nazionale;

– ridurre gli adempimenti per le imprese e i sottesi oneri amministrativi;

– eliminare distorsioni del sistema fiscale vigente.

E’ stato irrobustito il ruling internazionale che trova collocazione nel novello art.31-ter dpr n. 600/73, consentendo di attivare accordi fiscali, di tipo preventivo, aventi ad oggetto fattispecie di respiro transnazionale, tra cui la determinazione del valore normale dei prezzi di trasferimento intersocietari, unitamente alla novità concernente la definizione dei valori in ingresso e in uscita in caso di trasferimento della residenza, sia in uscita che in ingresso dall’Italia, la valutazione preventiva dell’esistenza di una stabile organizzazione in Italia, l’attribuzione di utili e perdite alle stabili organizzazioni e la valutazione condivisa concernente la qualificazione giuridica dei redditi, anche di origine convenzionale, relativi alla percezione di dividendi, interessi, canoni e altri componenti reddituali a o da soggetti non residenti.

E’ stata introdotta la possibilità di interpello su nuovi investimenti che concerne società che effettuano nuovi investimenti in Italia, presentando un business plan che descrive l’ammontare dell’investimento, i tempi e le modalità di realizzazione dello stesso, l’incremento occupazionale e i riflessi, anche di tipo quantitativo, che l’investimento abbia sul sistema fiscale italiano. Occorre che l’investimento non sia inferiore a 30 milioni di euro. Il beneficio è rappresentato dall’attività di consulenza che l’Agenzia offre in ordine alla certezza sui profili fiscali dell’investimento in sé, sotto i profili interpretativi ovvero applicativi ed elusivi delle norme applicabili.

La riorganizzazione fiscale societaria. Qual è la morale? Vale la pena riconfigurare i gruppi societari rimuovendo le strutture che siano frutto di pianificazioni fiscali del passato. La trasparenza insita nello scambio di informazioni automatico, unitamente alla lotta internazionale ad abusi sottesi alle politiche di profit shifting e all’erosione delle basi imponibili nazionali, porta alla conseguenza di ricondurre il tutto nel giusto alveo, in maniera del tutto scevra dall’incidenza della variabile fiscale. Le società devono essere tassate dove viene creato il (maggior) valore, in funzione del nesso economico che le caratterizza. Ciò porta a una maggior idoneità del gruppo a essere misurato in termini di valore, avendo rimosso le opacità come pure i plusvalori latenti a livello fiscale, le cui conseguenze sul piano penale potrebbero essere devastanti sia sul piano reputazionale che delle sanzioni irrogate. La nuova fiscalità internazionale varata dal sistema italiano consente di poter procedere alla riorganizzazione con certezza.

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