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Obiettivo riaprire la delega sulle società tra legali

Riaprire i termini della delega sulle società tra avvocati e rivedere la geografia giudiziaria. Lo chiede al Ministro Orlando che gli siede a fianco, Guido Alpa a inaugurazione dell’anno giudiziario del Cnf in corso ieri pomeriggio in via Arenula. «Il nuovo metodo introdotto per risolvere i problemi della giustizia», per citare le sue prime parole rompighiaccio contempla anche questo: domande dritte al punto e garbate risposte interlocutorie di un ministro chiamato ora a occuparsi dell’aspetto tecnico della riforma forense e non solo con il passo del politico che del suo partito, il PD, è stato responsabile Giustizia.

Tra la mole della documentazione della giornata, anche il messaggio del presidente Napolitano che elogia l’avvocatura quale “interlocutore costruttivo per le riforme”. E infatti, lontani i tempi del muro contro muro di avvocatura ed esecutivo, con Orlando per l’avvocatura italiana è invece arrivato il tempo per i tavoli di lavoro comune, dalla riforma forense al processo civile telematico. «I termini della delega sulle società tra avvocati sono scaduti e quindi dovranno essere riaperti», legge dal testo della sua relazione Guido Alpa. La chiama «un’occasione perduta, frutto di una scelta non condivisibile, a cui si dovrebbe porre rimedio nel più breve tempo possibile». Il presidente del Cnf tiene a precisare che «la nuova opportunità offerta agli avvocati di scegliere i tipi societari con cui organizzare la propria attività non implica la costituzione di un nuovo status di imprenditore in capo all’avvocato e che la scelta di non ammettere l’ingresso di soci di capitale non è connessa ad alcuna preoccupazione di timore corporativo o passatista ma piuttosto determinata dalla preoccupazione di libertà e autonomia dell’avvocato nell’esercizio della sua preziosa e delicata attività». Valori che – conclude sul punto – sarebbero irrimediabilmente compromessi dalla presenza di un socio non iscritto all’albo, anche se in posizione minoritaria e anche se privo di poteri gestori». Poi tocca la riforma della geografia giudiziaria: «Le segnalazioni, le urgenze, le richieste accorate che giungevano da tutte le sedi ora soppresse, accorpate, ridimensionate – dichiara – non sono state prese in considerazione dal Governo che ha applicato un metodo astratto,irrazionale, inefficiente di sistemazione degli uffici giudiziari e di accorpamento delle sedi». Pronta la risposta sul punto del ministro Orlando: «I vuoti si possono colmare se saremo in grado di fare ulteriori interventi di razionalizzazione». E sui dodici punti di riforma della giustizia risponde: «Stiamo descrivendo quei principi che ma mano trasformo in provvedimenti. La riforma più vicina al traguardo è quella civile di cui presto avremo gli articolati che affronteranno i temi più importanti, arretrato, funzionamento del processo e riforma della magistratura onoraria». Il Cnf ha così concluso quello che Alpa considera un anno proficuo per l’avvocatura contrassegnato dall’approvazione dei 14 regolamenti attuativi e del nuovo codice deontologico: «Ora si tratta di portare a compimento la svolta approvando i regolamenti di competenza».

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