Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Obiettivo rendimenti vicini a zero

A partire da ieri e fino al settembre del 2016, in quei 19 mesi che potranno essere allungati o ridotti, la Bce e la Banca d’Italia acquisteranno 150 miliardi circa di titoli di Stato tra BTp, CCTeu e indicizzati all’inflazione. Il bacino dei BTp “eligible” in circolazione arriva a 973,3 miliardi. Questo QE, che non ha precedenti e che mirerà come avvenuto già ieri a non avere effetti distorsivi sui prezzi, potrebbe condurre i bond governativi italiani con vita residua vicina ai due anni nel mondo dei rendimenti negativi (o vicini al tasso zero), finora riservato agli Stati “core”. I titoli relativamente più brevi hanno un peso maggiore e il 38% circa degli acquisti, stando a fonti bene informate, riguarderà titoli tra 2 e 5 anni. 
Qualcosa come 7,8 miliardi di titoli di Stato italiani al mese verranno acquistati da Bce e Banca d’Italia, equivalenti a 400 milioni circa giornalieri spalmati lungo una curva di rendimenti di bond con vita residua compresa tra 2 e 30 anni che vede escluso solo il nuovo BTp scadenza settembre 2046 in asta questo giovedì. Questo BTp non ha sofferto finora per questa esclusione (che viene meno comunque a settembre) ed è molto richiesto dagli investitori. Stando a fonti bene informate, sebbene i titoli con scadenze extra-lunghe tendono ad essere meno liquidi di altri, il Tesoro non avrebbe intenzione di alterare la politica di emissione (e dunque rincarare la dose dei BTp extralunghi).
Ieri e fino alla fine di questo mese, gli acquisti del sovereign QE saranno superiori alla media attesa perché questo mese le operazioni sono iniziate il 9. L’obiettivo resta quello di garantire distribuzione geografica lungo la curva. Tutti i titoli di Stato italiani, tanto quelli acquistabili dall’Eurosistema e quelli con durate extra-corte con meno di due anni di vita residua, ieri erano scambiati sul secondario con rendimenti sopra zero, anche se poco: il BoT?trimestrale a 0,04%, quello semestrale a 0,07% e quello annuale a 0,095%. Il nuovo QE della Bce trascinerà ancora più in basso i rendimenti dei titoli di Stato europei, compresi gli italiani: non è escluso che anche l’Italia possa arrivare al rendimento negativo, sulle scadenze più corte, e al tasso zero sulla vita residua che rientra nel QE. Alcuni titoli tedeschi sono esclusi dagli acquisti proprio perché hanno già raggiunto il livello minimo di rendimento tollerato delle deposit facilities a -0,20%.
In quanto ai prezzi, il QE della Bce non prevede il sistema d’asta con richiesta di prezzi: le banche centrali ricercano un titolo sulle piattaforme elettroniche del mercato secondario e prendono il miglior prezzo quotato dai migliori cinque market maker. La media semplice (non ponderata per il circolante e che non tiene conto dell’indice di rivalutazione per i titoli indicizzati all’inflazione) dei prezzi di tutti i titoli italiani “eligible” per gli acquisti Bce è circa 122, ben sopra la pari: mai come i Bund, che sulle scadenze più lunghe hanno viaggiato anche a quota 200. Gli addetti ai lavori prevedono che Banca d’Italia e Bce preferiranno acquistare i titoli più vicini a quota 100. Non è ancora chiaro, infine, come potranno riutilizzarli nel pronti contro termine:?per evitare di sterilizzare il QE, potrebbero a loro volta accettare titoli.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’assemblea della Popolare di Sondrio, convocata l’11 maggio, avrà per la prima volta in 150 an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo mesi di battaglia legale e mediatica, Veolia e Suez annunciano di aver raggiunto un accordo per...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La sfida all’ultimo chip tra Stati Uniti e Cina sta creando un «nuovo ordine mondiale dei semicon...

Oggi sulla stampa