Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Obbligo di vigilanza anche senza le deleghe

Gli amministratori non esecutivi anche a seguito della riforma del diritto societario hanno l’obbligo di vigilanza sugli amministratori delegati e sul generale andamento della gestione. Tali obblighi risultano ancora più incisivi nei consiglieri di amministrazioni preposti alla gestione di banche. È quanto si evince in uno studio Assonime (il caso n. 2) «Sul dovere di attivarsi degli amministratori senza delega», che trae spunto da tre recenti sentenze della Cassazione sul tema (Cass. n. 2737, 2738 e 2379).

Il novellato art. 2392 c.c.

Il problema oggetto di indagine è ancora una volta quello di stabilire se l’eliminazione dal testo dell’art. 2392 c.c. – a opera della riforma del 2003 – dell’obbligo di vigilanza sul generale andamento della gestione abbia comportato effettivamente un’attenuazione della responsabilità degli amministratori senza deleghe e in che limiti. Assonime, alla luce delle citate sentenze della Cassazione, ritiene, che il legislatore non abbia inteso «_spogliare il consiglio del potere gestorio, spettando comunque a quest’ultimo decidere l’ambito della delega in virtù delle sue tradizionali prerogative. In questa prospettiva, l’esercizio del potere di vigilare che spetta agli amministratori privi di deleghe può essere visto sia in funzione dell’esercizio del potere di avocazione, sia della revoca della delega agli amministratori esecutivi, sia, più in generale, come espressione del dovere di vigilanza e di intervento». Le informazioni vanno chieste ai delegati in seno al consiglio essendo ai non delegati preclusa la possibilità di chiedere informazioni ai dirigenti della società , ai dipendenti ed effettuare ispezioni (poteri invece concessi ai sindaci). Gli amministratori hanno, però, poteri individuali che possono essere fatti valere anche con riguardo alla corretta e adeguata circolazione delle informazioni, come il potere di esprimere e far verbalizzare il proprio dissenso e il potere di impugnare le delibere consiliari per gli amministratori dissenzienti, assenti o astenuti, nonché di chiedere al presidente del cda la convocazione del consiglio o integrarne l’ordine del giorno (secondo parte della dottrina ammissibile anche in assenza di specifiche disposizioni statutarie).

Il codice di autodisciplina

Sul tema, nel Codice di autodisciplina delle società quotate, si ritiene che gli amministratori privi di deleghe debbano apportare le loro specifiche competenze alle discussioni del cda, al fine di contribuire all’assunzione di decisioni consapevoli e di prestare particolare cura alle aree in cui possono manifestarsi conflitti di interessi (Principio 2.P.2). In particolare, al presidente del cda viene attribuito il compito di garantire a tutti gli amministratori la conoscibilità delle informazioni e notizie rilevanti. Al fine di migliorare la funzionalità del cda in questa prospettiva, ricorda Assonime, sono state aggiunte dal codice due specifiche raccomandazioni che precisano il combinato disposto dei commi 1 e 6 dell’art. 2381 c.c. La prima fissa il principio secondo cui gli amministratori agiscono e deliberano con cognizione di causa(1.P.2); la seconda prevede che il presidente del cda, nella sua attività di cura dell’informativa preconsiliare, deve adoperarsi affinché tutti gli amministratori dispongano della documentazione riguardante le materie iscritte all’ordine del giorno della riunione del consiglio con congruo anticipo rispetto alla data stabilita.

Amministratori di banche

Una particolare diligenza è richiesta agli amministratori bancari in considerazione del fatto che in questo caso gli interessi da tutelare non sono solo quelli della società dei soci e dei creditori, ma anche quelli, di rilevanza generale, della tutela del credito e del risparmio. Anche nelle sentenze in commento si evidenzia da parte della Cassazione tale rigore laddove si afferma ai non delegati «spetta attivarsi per verificare le scelte operate dai delegati, attraverso lo strumento dei flussi informativi, e che essi devono essere in grado di cogliere i segnali di anomalia della gestione quando sussistano sintomi di irregolarità».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa